L’amazzone del deserto – P. N. Krasnov

 13,50

In una regione aspra e selvaggia al confine tra Russia e Cina, la vita del solitario comandante cosacco Tokarieff viene sovvertita dall’arrivo nella sua postazione di Koldjat della baldanzosa Fedossia Poliakoff.
Il tempo in quel posto russo scorre lento e noioso per una giovane donna che indossa con disinvoltura la papakha caucasica, usa con maestria la carabina, e cavalca elegantemente cavalli targut;
e il comandante Tokarieff è troppo geloso della sua solitudine, maschera di un segreto che custodisce da anni.
Ma tutto cambia: il comandante riceve l’ordine di recarsi a Turfan per liberare un cittadino russo accusato di aver disonorato una giovane cinese.
Ed è sempre in Cina che Tokarieff deve tornare per chiudere un conto sospeso.
Oramai, però, la vecchia Cina, governata dall’imperatore e dai mandarini, sta cedendo sotto i colpi della rivoluzione imminente.
Tra fughe, ribellioni e rapimenti, il romanzo è un viaggio vivido e quanto mai realistico attraverso il deserto dei Gobi, sulle vette dei monti Altaj, fin sulla Suprema montagna denominata “Trono del Signore”; e poi a scendere nell’affascinante e caldissima città di Turfan a vedere da vicino, fin quasi a vivere in prima persona, l’arrivo della rivoluzione cinese del 1911.

Traduzione: Sabina Ferri
Pagine:
240
Genere: romanzo russo
Collana: VociRiscoperte
Pubblicazione: novembre 2018

COD: 9788885746084

Inizia così

Ivan Paulovic Tokarieff, comandante del posto di Koldjat, aveva terminato allora gli esercizi del pomeriggio coi suoi cosacchi. Percorso le scuderie e le caserme, guardò se la corte era spazzata bene, fece un rimprovero al soldato di servizio che aveva lasciato in giro del concio e della paglia, poiché esigeva nel suo piccolo posto una pulizia meticolosa come su una nave da guerra, e salì sul balcone della sua casa che guardava levante.
La sua ordinanza, un cosacco di Siberia, aveva posato sulla tavola un ramino d’acqua calda, una piccola teiera, una tazza enorme su cui era scritto in oro: ‘Bevine un’altra’, e una bottiglia di rum; e Ivan Paulovic poté dedicarsi alla sua occupazione preferita della sera, che consisteva nel bere del tè, di continuo, mangiando pasticcini siberiani, preparati dalla sua ordinanza Zapievaloff.
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L'autore

Pëtr Nikolaevič Krasnov, (1869 – 1947), è stato un generale e scrittore russo, proveniente da un’antica famiglia cosacca del Don. Prestò servizio come ufficiale nell’esercito imperiale russo; in qualità di scrittore fu corrispondente di guerra. Scalò i gradi della gerarchia fino a diventare, durante la prima guerra mondiale, tenente-generale della guardia imperiale nel reggimento di cavalleria Atamanskij, mettendosi in rilievo fino a essere insignito dell’Ordine di San Giorgio di 4ª classe. Nel 1917, dopo la rivoluzione di febbraio, appoggiò il governo provvisorio, che difese invano contro la Rivoluzione d’Ottobre. Tra i suoi romanzi più importanti: Dall’aquila a due teste alla bandiera rossa (1922) accolto, soprattutto in Francia, con molto favore; Tutto passa (1930) e L’odio (1935).

Recensioni

Mariangela Taccogna – Mangialibri
Pëtr Nikolaevič Krasnov, autore russo poco noto ma di grande capacità narrativa, riesce, attraverso uno stile lineare e ricco di dettagli, a rapire il lettore.
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Sara Valentino – Leggere:Tutti
Luoghi perduti.
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Emanuela Chiriacò, Zest letteratura sostenibile 
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