Scrittura & Scritture - Rassegna stampa - …e vissero felici e supplenti

Se si leggono libri come si stanno ad ascoltare gli amici, ciò che si legge allieterà e consolerà come soltanto gli amici sanno fare.

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…e vissero felici e supplenti

Carolina Izzo

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la Repubblica – 20 maggio 2006
La lunga odissea del precario a scuola


Una favola sul precariato scolastico. L’autrice non racconta di docenti, dirigenti o studenti, ma della figura del bidello. la storia di una bidella supplente e delle sue peripezie nei passaggi da una scuola all’altra. Bistrattata e sottomessa, oggetto di mobbing da superiori e colleghi di ruolo, si trasforma in un Pinocchio, prigioniero nella pancia della balena fino al termine dell’anno scolastico, alle prese con Mangiafuoco (una direttrice burbera) e con il gatto e la volpe, due colleghi piuttosto furbi. Da “Precarneapolis”, il gioco dei bidelli precari, all’attesa di un colpo di scena, l’immissione in ruolo che non arriva mai, passando per malattie non retribuite e nessuna tutela. Un racconto ironico e disincantato, una favola che termina senza il tradizionale happyend

Mariacristina Coppeto

Non solo acqua - Acqualatina dicembre 2006, n.18

Una favola su una delle tante figure dell’esercito, ormai in spaventosa e inarrestabile crescita, dei lavoratori precari che, bistrattata e sottomessa, oggetto di mobbing da superiori e colleghi di rolo, si scontrano con colleghi piuttosto furbi e con dirigenti-mangiafuoco per finire, come Pinocchio, prigionieri nella pancia della balena a combattere, per un intero anno lavorativo, coi forti, gli astuti e i ghignati, in attesa di un colpo di scena, un contratto a tempo indeterminato, che non arriva mai.
Ma come in tutte le favole che si rispettino non mancano i buoni, talvolta deboli e bisognosi dell’aiuto della fortuna, che catturano le nostre simpatie e coi quali ci identifichiamo in una comune morale di chi non riesce a trovare la sua stabilità nel moderno mondo del lavoro.
Ma la protagonista della “favola” riesce a prendere tutto con “popolare” filosofia, aspettando con pazienza ed un pizzico di ottimismo il tanto agognato “happy end”

Marco Panista

Arcilettore.it

Ma chi l'ha detto che, nella scuola, la bidella è un personaggio marginale? Ognuno di noi ricorda una bidella o un bidello con cui ha potuto parlare e magari consolarsi nelle fughe dalle noiose lezioni che si svolgevano in classe. I bidelli sono personaggi fondamentali. E questo va detto senza ironia. Il libro della Izzo è un piccolo capolavoro di avventure di una bidella di vocazione e supplente per destino che gira ogni anno scuole diverse, diversi presidi, diversi colleghi, ma stesso epilogo: fine del rapporto e riassunzione a tempo determinanto. Ma la capacità tutta partenopea di sorride sulle proprie disgrazie rende questo libro, oltre che una denuncia dello stato di precarietà di tanti e delle difficili condizioni di vita che conseguono a questo stato, rende la lettura piacevole. Il lettore, pur con un amaro in bocca di solidarietà con la protagonista, resta legato alle pagine sempre con il sorriso stampato sulle labbra, con il rischio che chi lo osservi possa prenderlo per un deficiente. Ma anche questo rischio si può correre, perchè Carolina Izzo è sicuramente una scrittrice di talento e il libro è una gemma.

Librincircolo.it

“Credi che fare il bidello sia un lavoro poco interessante? Ti sfido allora a farlo solo per una settimana, poi di libri ne scriverai un paio…”
Così Carolina Izzo, alla sua prima pubblicazione, invita i lettori a riflettere, in maniera spiritosa e scanzonata, su un personaggio del panorama lavorativo italiano davvero poco conosciuto e, talvolta, bistrattato.
Tartassato soprattutto quando si tratta di una delle tante figure dell'esercito, ormai in spaventosa e inarrestabile crescita, dei lavoratori precari.
Dai titoli che scandiscono lo scorrere dei brevi capitoli di cui è composto questo volume (Lo Spirito-Guida; Il gatto e la volpe; Miracoli napoletani:il miracolo di Natale…) ci sembra quasi una favola; e come in tutte le favole che si rispettino non mancano i buoni, talvolta deboli e bisognosi dell'aiuto della fortuna, coi quali ci identifichiamo e che catturano la nostra simpatia, e i forti, astuti e ghignati, contro i quali ci piacerebbe combattere per sconfiggerli.
E magari, in questa storia "fantastica", ci troviamo anche una morale. La morale di chi non riesce a trovare la sua stabilità nel moderno mondo del lavoro e, forse, non la troverà mai. Quello che manca, sembra sia il lieto fine.
Ma la protagonista riesce, comunque, a prendere tutto con "popolare" filosofia, aspettando con pazienza e un pizzico di ottimismo la tanto agognata stabilità e continuando a vivere la sua favola precaria di bidella straordinaria…

Alessandra Troiano

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