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Roma 7 dicembre 2008
Da madre a figlio, l'amore che non ingabbia
“Non so se potrò accompagnarti sempre e sicuramente un giorno sentirai il peso insopportabile del silenzio che taglia il cuore e si mangia i pensieri... costringendoti a ripiegarti su te stesso, certo che non ci sia nulla che possa cambiare. Se dovesse essere così, punta i piedi, stringi i pugni e comincia ad arrampicarti su ogni filo, su ogni corda che troverai per poter arrivare dove nasce il sole e dove tutto può ricominciare”. Parole emblematiche di un testo, quello di Paola Brandi, “Una Borghese” (Edizione Scritture & Scritture), da cui scaturisce l’amore di una madre per il proprio figlio: amore che non ingabbia, che non vuole essere egoista, che non vuole tracciare un percorso già scritto e inevitabile ma che lascia la libertà dell’agire. Un racconto a due tempi, ambientato nella prima metà del Novecento: dapprima un monologo di una donna arresa alle logiche delle convenzioni e dell’apparenza; incapace di ribellarsi ad uno schema precostituito che la porterà ad essere moglie di un uomo cinico e freddo. Per poi confluire in un racconto epistolare, tra una madre ed un figlio in cui riversa la propria forza e a cui infonde il coraggio di rischiare e di perseguire le proprie idee. Un racconto intenso, vero, malinconico, da leggere tutto d’un fiato.
ilmondodisuk.it
Pagine unite dalla guerra
Due libri uniti dalla guerra.”Novanta minuti” di Domenico Infante (Scrittura & Scritture, pagine 72, euro 8) e “Una borghese” di Paola Brandi (Scrittura & Scritture, pagine 64, euro 8) hanno come sfondo il secondo conflitto mondiale.
A partire dal titolo, Infante costruisce la sua storia come una partita di calcio. Primo e secondo tempo, inframmezzati da un breve intervallo al sapore liquoroso di Porto, dell’attesa di una partita. Novanta minuti per raccontare una vita intera, un passato ancora vicino e una città (Napoli). Tra la paura dei bombardamenti, gli espedienti per vivere e la morte dei nonni del protagonista, ci sono puri momenti di tenerezza, come la storia di Giggino ’o pazzo. Lo stile narrativo dell’autore è incalzante e fa si che le pagine scorrano via come in un veloce pressing.
In due tempi, o meglio due parti, scorre anche il racconto della Brandi. Una prima parte narrativa, l’altra epistolare. La storia triste di una donna dell’alta borghesia italiana, costretta a un matrimonio combinato. La guerra al fronte diventa gemella della guerra, persa in partenza, contro un marito non voluto. Il conflitto assorbe tutto: paesi e soldati, mariti e mogli. E sentimenti. L’unica speranza di riscatto, il figlio che entra in scena attraverso le lettere alla madre.
Distanzelab.it
Lo spazio della memoria
Dalla casa editrice Scrittura & Scritture due racconti che hanno qualcosa da dire alle nuove generazioni
Narrazioni brevi che fanno le cose in grande, questo il motto che potrebbe etichettare Novanta minuti di Domenico Infante e Una borghese di Paola Brandi. I due libri, editi da Scrittura & Scritture, sono stati protagonisti di una serata speciale alla Libreria Mondadori Edicolè di Napoli. Si tratta di due racconti che fanno parte della collana i minuti ma che, per stile così come per tematiche, nulla hanno da invidiare alle narrazioni più corpose.
Sotto il profilo dell’impianto narrativo, non senza sorprese mi sono imbattuta in due strutture tutt’altro che elementari: il libro di Infante si divide in ben cinque parti e nel suo procedere mima la scansione ritmica delle partite di calcio (cui il titolo allude); quello della Brandi si regge su un registro composito che produce uno sdoppiamento di voce e sfocia nella forma epistolare.
Entrambe sono storie che contengono qualcosa di importante da trasmettere ai lettori, storie che tuonano come monito in un’epoca che, alle prese con crisi di valori e disagi socio-economici, sembra a volte avere la memoria corta. L’occhio narrante volge lo sguardo all’indietro per ripercorrere vicende familiari di gente comune colta in aneddoti a volte divertenti, altre volte tragici, con un corredo di personaggi e controfigure che coprono l’intera scala sociale e culturale. Chi però si aspetta qui la solita operazione nostalgia, rimarrà deluso. Perché il ripescaggio di ricordi lontani non si risolve in un vuoto ripiegamento né si fissa in trite immagini oleografiche. Un progetto letterario più ambizioso è all’origine di queste opere. I due autori hanno saputo raccogliere la lezione della Storia e riproporla mettendo in luce gli effetti che i grandi eventi come la guerra, l’olocausto e l’emigrazione hanno sulle esistenze delle persone comuni condizionando e determinando il loro destino. Proprio come è nella tradizione del romanzo storico. Così le ordinarie vicende di vita diventano lo strumento per riflettere su fatti di portata mondiale, da un punto di vista democratico, con lo sguardo di quegli individui che restano esclusi dalla storiografia ufficiale ma senza i quali nessuna nazione potrebbe darsi.
Il Denaro - 29 marzo 2008
Storia di una donna qualunque nell’Italia del primo Novecento
Racconto a due voci dalla scrittura elegante, ricercata ma allo stesso tempo incisiva, propria dei buoni libri. La storia è ambinetata nella prima metà del Novecento in una imprecisata cittadina del sud. Una stessa penna dà voce a due figure diverse: una donna che fino alla maternità vive secondo le regole imposte da una famiglia borghese prima e da un marito cinico e freddo poi, subendo una vera evoluzione soltanto con la nascita del figlio, e il figlio stesso, che attraverso un carteggio con la madre descrive la sua evoluzione di uomo.
Arcilettore.it
Questo è un racconto breve (54 pagine), scritto con uno stile eccezionale e capace di unire mirabilmente generi diversi, come il racconto, nella prima parte, e il racconto epistolare, nella seconda, senza perdere mai la capacità di emozionare. Un racconto che contrappone la bellezza alla brutalità, una visione dell'uomo "virile" a quello dell'uomo "gentile", senz'altro a favore di quest'ultimo. E' un racconto dei buoni sentimenti che, nella prima parte ha come protagonista una donna che viene mandata in sposa come un agnello sacrificale e che ritrova la sua libertà nella gravidanza del figlio che educa, ribellandosi alle idee a cui avrebbe dovuto sottomettersi, per farne un uomo sensibile e intelligente, non un gretto militare come il padre e il nonno. Mandato in accademia, si innamora di una giovane professoressa ebrea e preferisce disertare per restare con lei e aiutare tanti suoi correligionari a salvarsi che partecipare alla violenza della guerra. A ben vedere il protagonista è sempre lo stesso: nella parte del racconto è la giovane donna, nella parte epistolare è il figlio che ne è il prolungamento ideale. Acquistare e leggere questo libro è qualcosa di cui non ci si può certo pentire perché la lettura di questo cammeo lascia il caratteristico retrogusto di una lettura davvero piacevole.
capuaonline.com
Presentato alla libreria Guida il racconto "Una borghese" della scrittrice capuana Paola Brandi
Capua, 10 Aprile
Nella gremita sala degli eventi della libreria Guida Capua, la scrittrice capuana Paola Brandi, al suo esordio narrativo, ha presentato Una borghese (edito da Scrittura & Scritture), pregevole racconto dallo stile raffinato ed accattivante. Il lettore si trova proiettato nella storia narrata e profondamente coinvolto dalle vicende, al punto da sentire e vivere le emozioni dei protagonisti. Una madre ed un figlio, due vite e due storie legate da uno stesso filo conduttore: l’obbedienza alle regole imposte da una famiglia borghese. Due personaggi le cui vite trovano una svolta nella nascita del figlio (per la madre) e nell’amore per una ragazza ebrea (per il figlio). Il tutto è contornato dalle difficoltà di un mondo devastato dalla guerra (si è appena concluso il primo conflitto mondiale) e dagli orrori che essa inevitabilmente porta con sé, fino alla persecuzione degli ebrei nella seconda guerra mondiale. L’autrice è stata accompagnata nella presentazione da Ermelinda Federico, direttore dell’agenzia letteraria Incipit, e dall’editrice Corrado.
Molto originale la copertina del libro con l’immagine di una donna con le spalle rivolte al lettore, quasi ad invitarlo a seguirla all’interno della storia, realizzata da Andrea Cianci, ed una quarta di copertina sulla quale è riportata come sfondo una pagina del racconto.
Ma quali sono le ragioni che hanno spinto l’autrice a narrare questa storia? La Brandi lo esprime con estrema chiarezza, intensità e dolcezza nella sua nota al testo, di cui riportiamo alcuni passi:
«Ti ho sentito entrare dentro di me, nel mio cuore, nei miei pensieri. Ho riconosciuto la tua luce infilarsi nella mia anima, come quando un soffio di vento penetra la finestra di una stanza chiusa da tempo, dove l’aria del morbo ha ingiallito le pareti e impolverato gli arredamenti. “Sei proprio tu: la mia coscienza di donna che mi vuole parlare!”. Così mi sono seduta e, pazientemente, ho ascoltato quello che volevi dirmi. […] E tu mi hai messo tra le mani due quaderni: il primo era usato, ma in ordine, senza pieghe né cancellature, con la sua copertina grigiastra. L’altro quaderno, quasi nuovo, con qualche appunto sparso tra una pagina e l’altra, una copertina con fondo azzurro e fiori rosa. […] Ti ho chiesto cosa rappresentassero quei due quaderni. Mi hai guardata, china su di me, quasi materna, mi hai risposto…».
Beh, si tratta di passi senza dubbio affascinanti; proprio per questo non abbiamo svelato la risposta, perché desideriamo lasciarla cogliere a tutti coloro che sentiranno di volerla scoprire attraverso la lettura del testo.
Paola Brandi è nata a Capua (Caserta) nel 1972. Attualmente vive a Parigi dove insegna letteratura italiana. Appassionata anche di letteratura straniera, soprattutto dei grandi romanzi storici si è cimentata lei stessa nello scriverne uno, esordendo così nella narrativa con questo racconto Una borghese.
Auguriamo un sincero in bocca al lupo alla nostra cara concittadina per una carriera ricca di soddisfazioni.
campaniaimpresamusica.org
Martedì 10 aprile, presso La libreria Guida di Capua, Paola Brandi presenta il suo libro pubblicato da Scrittura&Scritture
“Mia madre era una di quelle persone che la vita se la fanno scorrere a fianco e ogni tanto si bagnano le dita per sentirne il sapore, non si sarebbe mai fatta una bella nuotata in questo fiume […] Mio padre era invece un abile nuotatore che, ormai stanco, si era riposato nel grembo della donna che era diventata la sua compagna, la sua sponda.
Questa era la coppia che mi aveva generato, da cui avevo attinto da sempre ogni atteggiamento; attorno a loro girava il mio mondo di bambina e così sarebbe stato anche da adulta”.
Paola Brandi non smentisce l’incipit di Una Borghese, il suo primo racconto. E riesce in poche pagine a dar voce a due figure diverse: una donna che subisce, fino alla maternità, le regole imposte prima da una famiglia borghese e poi da un marito freddo e cinico, per avere una vera e propria trasformazione con la nascita del figlio. La sua evoluzione di madre sarà contemporanea a quella del figlio, costretto a partire dal padre per seguire degli studi a cui non è interessato. Ma lo stretto rapporto con la madre continuerà anche dopo la partenza, con un lungo carteggio in cui il figlio racconterà la scoperta dell’amore per una donna ebrea che lo porterà attraverso un mondo devastato dagli orrori della guerra.
Paola Brandi, che attualmente vive a Parigi dove insegna, ha voluto cimentarsi in un racconto storico dopo aver per anni, da lettrice, apprezzato i grandi romanzi del genere.
Sarà proprio l’autrice ad essere presente martedì 10 aprile alle 19 presso La libreria Guida-Capua in C.so Gran Priorato di Malta, 25 - Capua (CE). Con lei Ermelinda Federico, direttore dell’agenzia letteraria Incipit e le editrici Chantal ed Eliana Corrado.
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