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La Nuova - 28 giugno 2007
«Un bagaglio scomodo» tra droga e alcolismo - Presentata la coraggioso biografia di Garibba
Presenti il sindaco Giacomo Coggiola, l'assessore alla cultura Paola Antonetto e la presidente della Commissione cultura Maddalena Siviero, grazie all'iniziativa intrapresa da assessorato alla Cultura e biblioteca civica, è stato presentato in aula consiliare il libro "Un bagaglio scomodo" dell'orsarese Antonio Garibba. Dopo aver sottolineato «l'ideale gemellaggio tra San Mauro e la cittadina di Orsara di Puglia, concretizzatosi con alcune iniziative congiunte» il sindaco Coggiola ha dato la parola all'autore, nato nella cittadina pugliese nel 1954, attualmente residente a Pesaro dove collabora attivamente con gruppi di auto-aiuto per problemi di alcolismo, ma per un lungo periodo dell'infanzia e della giovinezza abitante in zona Bertolla. Un bagaglio scomodo è la coraggiosa biografia di un uomo che ha vissuto sulla propria pelle l'incubo della droga e dell'alcolismo poi, senza mai smettere di lottare, ben sapendo che niente e nessuno, se non la propria forza interiore, il proprio coraggio e la propria autodeterminazione, avrebbero potuto "salvarlo". «Com'è bella e gioiosamente umana l'esclamazione di Antonio, alla metà del suo libro-storia-vita-disperazione-lotta-famiglia-odio-amore- tanta sofferenza quando dice "La mia anima ora è densa di colori variopinti. Il mio cuore batte di nuovo amore» scrive nella bella prefazione don Andrea Gallo.
Torino, Roma, Orsara, Pesaro, Foggia, il servizio militare: questo il sofferto percorso di un uomo che mai ha tradito i propri ideali, mai ha trovato negli altri la scusante per i propri errori, mai si è dimenticato delle proprie radici, quelle che, appunto, hanno contribuito a fargli ritrovare se stesso.
L'incontinenza emozionale, come la chiama Antonio Garibba, accompagna il personaggio attraverso la dolorosa infanzia di un bambino che dal sud giunge nella grande metropoli ricca di promesse mai mantenute (quella, dice Garibba, era la città del benessere che di giorno non lasciava nulla all'immaginazione e alle otto di sera era vuota, quasi ci fosse stato un coprifuoco), attraverso i "formidabili anni '68" in un corollario di simpamina, stenemina, Lsd, cocaina, eroina e poi l'alcool. «Chi parte dal prodotto - scrive don Andrea Gallo - nel campo delle tossicodipendenze non può che creare fantasmi. Il "Nettare degli dei" non esiste. Il baratro è sempre più vicino, con la sola tristezza come alibi indiscutibile».
Un libro forte, quello di Anonio Garibba, che ha il grande pregio di essere sincero senza cercare scusanti, la biografia «di una persona disadattata ed emarginata non per colpa di chi gli viveva accanto, ma per lo stesso motivo che lo rendeva diverso dagli altri, e cioè la sua "incontinenza emozionale". Un libro da affrontare senza pregiudizi, senza facili moralismi, un prezioso insegnamento - come sottolinea ancora don Gallo - constatando che è lunga e difficile la strada verso l'autonomia. Un libro per capire che con la grande forza dell'amore, della sincerità verso se stessi e della determinazione, anche un "bagaglio scomodo" può diventare straordinariamente leggero per chi ha la ventura di doverlo portare».
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