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Storia toccante e profonda, dai toni chiaroscuri, che ha come sfondo Napoli. La Napoli di Teresa, la protagonista di questo romanzo; una donna asservita al dolore, quello stesso dolore che le darà la forza per vivere al di là degli ostacoli, e realizzare il suo sogno. Teresa è madre, ma il destino l'ha precocemente privata di questo dono. Si dispera, come ogni madre che assiste alla morte del proprio figlio. Ma Teresa è forte, e troverà nel dolore la forza per rimettersi in gioco: si batterà per ridare dignità a Napoli e alla sua gente, aiuterà i poveri e le donne affinché non diventino schiave soggette al suo medesimo triste destino, ma per renderle di nuovo, semplicemente, donne. Aiuterà i bambini, e per loro sacrificherà parte della sua dote, per creare un ospedale pediatrico per malattie infettive. Napoli ha un ruolo fondamentale in questo romanzo; è protagonista in tutte le sue sfaccettature e sfumature. A volte è leggera, a volte è nobildonna, corrotta e dignitosa. Sposa e immacolata. La si ama o la si odia. Lo stile è ricco e scorrevole, il linguaggio si caratterizza per la presenza di espressioni idiomatiche partenopee, che ci aiutano ad addentrarci in una realtà viva e pulsante, fatta di contrasti, superstizioni e "fattacci". La nobiltà d'animo di Teresa oltrepassa le sue origini, la trasporta in quella realtà che non è propriamente sua ma che lei accarezza come se fosse un'altra faccia della stessa medaglia. Teresa è figlia di questa città, di cui si accetta tutto: il bene e il male, lo scugnizzo e il nobile, il marcio e lo splendore, binomi indivisibili per coloro che si sentono appartenere al passato, al presente e al futuro di Napoli. Tempo fa un cantautore napoletano compose una canzone che recitava "Napul'è mille culure". E sono questi i colori che caratterizzano l'intramontabile storia e cultura di questa Napoli un po' malafemmina e un po' regina.
Albatros - Dicembre 2008
Liberamente ispirato alla figura storica di Teresa Filangieri, donna coraggiosa e intraprendente che sembra mirabilmente coniugare al femminile le doti militaresche del padre Carlo e del nonno Gaetano. All’indomani dell’unità d’Italia, Napoli è una piaga purulenta: in particolare gli orfani scontano duramente la grettezza e l’arretratezza del meridione, abbandonati ad un tragico destino di prostituzione, malattia e morte. Teresa ha i mezzi economici e la volontà per portare a termine un'impresa grandiosa: costruire a Napoli il primo ospedale pediatrico per le malattie infettive. Ci riuscirà, contro l’indifferenza e la corruzione dei napoletani, intitolandolo a Lina, la figlia scomparsa, dando così una nuova speranza alla città e soprattutto scrivendo una nuova esaltante pagina della solidarietà umana.
Nuova Stagione
Donne all'ombra della storia
Giovedì 16 ottobre, presso la libreria Edicolè-Mondadori in piazza Municipio, si è svolto l’evento intitolato “Donne all’ombra della storia”. Nell’ambito di “Ottobre Piovono libri”, Adriana Assini e Carla Marcone hanno presentato i loro romanzi storici, Le rose di Cordova e Teresa e la luna.
Due trame contraddistinte da almeno tre secoli che hanno in comune l’operato di due figure femminili destinate a rimanere emblematiche nella storia e contemporaneamente all’ombra nel tempo.
“Le rose di Cordova” di Adriana Assini, ambientato nella Spagna di inizio ‘500, ha come protagonista Giovanna la pazza, moglie di Filippo il bello, che sarà narrata da un altro personaggio di pura invenzione, la serva moresca Nura. Le vite delle due donne si intrecciano in un rapporto quasi simbiotico e danno vita al romanzo ricco di riferimenti a quegli anni in cui i giochi di potere e di corte andavano profondamente influenzando la vita di una regina.
Sono convinta che nel passato si possano trovare alcune risposte. I miei personaggi sono tutti un pò controversi ed io ricerco una verità che gli è stata negata, in questo caso lo faccio con il personaggio di Giovanna. Unisco al piacere di guardare indietro, quello di fare un’indagine nella storia.
Adriana Assini ha introdotto così il suo romanzo, nel corso dell’incontro, commentando poi anche quello di Carla Marcone:
La figura di Teresa Filangieri, protagonista del libro di Carla Marcone, assorbe attorno a sè tutta l’atmosfera napoletana di fine ‘800.
Carla Marcone ha il grande pregio di narrare un personaggio positivo senza incorrere nel rischio di una descrizione piatta, al contrario Teresa appare, agli occhi del lettore, una persona piena di umanità, senza scadere nel pietismo.
Inoltre l’autrice introduce nel romanzo dei personaggi minori del popolo che ben testimoniano la vita napoletana. Il talento di Carla si manifesta tanto nelle argomentazioni di vissuti aristocratici, tanto in quelli popolari.
“Teresa e la luna” è il romanzo che vede narrata la figura di Teresa Filangieri e il suo impegno nella costruzione del primo ospedale pediatrico a Napoli, a seguito della morte della figlia appena dodicenne. In una Napoli di fine ‘800 si dispiega l’ardire di una nobile aristocratica e la volontà di portare avanti una lotta per migliorare le condizioni di vita dei più deboli.
La Napoli di questo romanzo è raccontata dagli stessi personaggi del libro- ha affermato Carla Marcone, autrice di Teresa e la luna- La mia necessità è stata quella di dare voce all’invisibile e a chi ha fatto la storia della mia citta, cioè dare voce alla mia gente.
Nelle Rose di Cordova ho ritrovato un altro profilo di donna, quello di Giovanna la pazza.
La protagonista del romanzo in realtà non era tale. Soffriva di malinconia e probabilmente se fosse vissuta in un tempo più recente, sarebbe stato diverso. Adriana Assini riesce a portare avanti questo personaggio attraverso gli occhi di Nura, una schiava che entra a far parte della vita di Giovanna, un espediente narrativo. Non si tratta di un’opera didascalica, non ci sono intenzioni volte a dare precetti, anzi la lettura scorre veloce, nonostante l’opera sia ambientata nel 1500. Forse la volontà è proprio quella di dare voce ad una donna vittima di un’epoca e di un cerimoniale.”
Adriana Assini e Carla Marcone hanno parlato l’una dell’altra nel corso dell’incontro, commentando i profili di due donne da loro scelte e portate alla massima realizzazione attraverso la scrittura.
Roma 17 ottobre 2008
L’utopia benefica della Filangieri
“Napoli è un paese ove occorre che qualcuno abbia un poco più di coraggio affinché gli altri dopo lo imitino”. Così parlò Teresa Filangieri. “Quell’indomabile donna che sembrava forgiata dal fuoco della terra” che corre nei vicoli lerci di Napoli, che bussa alle porte dei bassi, che interroga la gente, il popolo, per capire e per aiutare. E lotta affinché gli scugnizzi siano “ferite purulente che bisogna cominciare a disinfettare”, dove le orfane non siano più spose raccattate, né puttane, né suore senza vocazione, ma semplicemente donne.
Liberamente ispirata alla figura di Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri, Carla Marcone ripercorre in questo suo romanzo, “Teresa e la luna”(edizioni Scrittura & Scritture) la via non convenzionale di una nobildonna che perde la sua unica figlia Lina appena adolescente e comincia a dedicare tutto il suo tempo ai bambini. Trovando la forza e il coraggio per costruire il primo ospedale pediatrico di Napoli, lottando contro mille ostacoli. Sullo sfondo la Napoli del prima e del dopo Unità d’Italia. Dove ancora gli orfani venivano lasciati al proprio destino, in “una città eretica e santa, incivile ed educata, dove ogni cosa è preziosa o non val nulla” e che “non si fermerà finchè ci sarà qalcuno che l’amerà”.
Un personaggio che l’autrice tratteggia come una figura “attratta dall’amore per gli altri” e “peregrina nella sua stessa città”. Una città in cui desiderava cambiare le cose per migliorarle e per farlo si intometteva in faccende da uomini, senza ritegno senza decenza. Perchè se davvero il potere è degli uomini, ciononostante riteneva che la capacità “è femminile”. Ai personaggi storici e ai fatti realmente accaduti l’autrice ne affianca altri di pura fantasia. Alle descrizioni dell’animo e dei sentimenti affianca quelle crude e dirette della strada. Dei vicoli. Dove gente vestita di niente “sorride per non piangere”. In una città afflitta a più riprese dal colera da cui chi può scappa altrove e chi potrebbe, come Teresa, resta invece a disinfettare le ferite. Una scelta che se nell’autrice provoca una sorta di partecipazione morale con la protagonista, le benpensanti dell’epoca evitano “per paura di essere contagiate”.
E di Teresa e di donne, in compagnia di Carla Marcone e di Adriana Assini, autrice per la stessa casa editrice di “Le rose diCordova”, si è parlato alle 18 alla libreria Edicolè/Mondadori di Piazza Municipio.
la Repubblica 26 luglio 2008
L’amore di Teresa per i bimbi ammalati
Una preghiera in forma di racconto. Ha lo stile di un’invocazione questo tuffo all’indietro che Carla Marcone fa fino all’alba dell’Unità d’Italia. Per scoprire in Napoli una città sempre uguale in cui la storia viaggia per conto proprio, separata nei tempi e nei modi dal reso d’Italia. Allora come ora. Città da reggere sulle spalle della nobile protagonista che corra e lotta, si sporca e parla con chiunque, sostenuta dalla fierezza e l’intransingenza del retaggio e della passione civile.
Arriverà a isituire il primo ospedale pediatrico per malattie infettive.
Colpisce per la prosa, per eleganza, calore e per il gusto di commistione del parlato e dell’aulico.
E meraviglia che ci siano ancora autori capaci di sperare tramite gesta individuali di pasionarie da Lenor alla Teresa di questa piccola storia: «Madame è stanca ma sta bene: è femmina».
Via Po - 19 luglio 2008
Quando muore un figlio
Teresa e la luna un libro di Carla Marcone sulla perdita e sul dolore
“Lo scrittore deve profittare della storia, senza mettersi a farle concorrenza”. Una prescrizione assiomatica, ribadita da Alessandro Manzoni in una lettera a Fauriel, alla quale, senza alcuna difficoltà, si adegua Carla Marcone nel ricostruire, in questo romanzo, la vita di Teresa Filangieri Fieschi Ravareschi, una donna straordinariamente coraggiosa e testarda. Suo nonno Gaetano Filangieri è l'autore de "La Scienza della Legislazione", un'opera decisamente innovativa per l'epoca - siamo nell'ultimo ventennio del Settecento - in cui si prospetta la necessità di una profonda azione di riforma politica per garantire una maggiore equità sociale, attraverso un determinante buon utilizzo degli strumenti giuridici. Animata da un analogo spirito di giustizia, anche Teresa dimostra di essere in anticipo sui tempi rifiutando di indossare, fin da piccola, la veste di fragile damigella predestinata a rivestire il ruolo di pallida comparsa nel mondo. A rafforzare questa verità è la capacità della scrittrice di utilizzare, sempre in dosi giuste, le quantità dei dati biografici della protagonista a sua disposizione, resi ancor più appetibili da una prosa scorrevole, mai inutilmente manierata, che immediatamente spinge il lettore ad affezionarsi al sogno di incidere sul mondo, in apparenza irrealizzabile, di Teresa. Una donna che, tra l'altro, ha avuto la fortuna di avere dalla sua parte, al di là della messinscena di un matrimonio combinato, Vincenzo, duca di Roccapiemonte, marito paziente ed amorevole, sempre pronto ad assecondare i desideri della moglie. Un amore che metterà a tacere la passione, socialmente impossibile e da lei sempre repressa, per Raffaele, la cui unica sfortuna era stata quella di essere un "esposto", appartenente cioè a quella schiera di neonati abbandonati dalle madri, per miseria o perché illegittimi, e cresciuto nel complesso della Real Casa dell'Annunziata. L'autrice lascia sempre interagire la vita di Teresa con gli eventi storici che si realizzano in una Napoli che vive gli ultimi anni del governo borbonico prima di subire i cambiamenti imposti dal governo del Nord, negli immediati anni post unitari. Carla Marcone riconosce alla protagonista la rara forza di non lasciarsi accecare dalla disperazione per la morte della figlia dodicenne, non smettendo di combattere per alleviare le pene dei bambini sofferenti; nonostante quello sfregio del destino, continuerà a credere, con ostinazione, nell'idea di costruire un ospedale pediatrico per accoglierli. Una battaglia che, in pratica, condurrà quasi da sola, resistendo agli ostacoli e ai buoni consigli di chi la spingeva a desistere. "In un gesto meccanico si rimboccò le maniche della severa camicia che indossava e uscì, pronta a sfidare qualunque burocrate impettito pur di ottenere ciò che voleva. […]Come una vagabonda elemosinò tempo e attenzione, sferzata dal vento pungente dell'inverno che l'autunno oramai stanco aveva lasciato entrare. Sfoderò un intero arsenale di argomenti, ottenendo solo degli educati, talvolta imbarazzati: forse, si vedrà, le faremo sapere, non è nel posto giusto, deve chiedere altrove…" Tenendo fede ai propri propositi, troverà pace soltanto quando, nel 1880 vedrà inaugurato l'ospedale dedicato alla memoria della figlia Lina. Ma la Storia sembra aver consumato nei confronti d Teresa una lenta ma inesorabile e crudele vendetta, trasformando, a partire dal 1975, quella struttura in una sede amministrativa; un colpo di mano che ha cancellato così il ricordo dell'impresa di quella donna, "oggi offeso da mozziconi di sigarette e gomma da masticare, e da pareti di plastica e alluminio che delimitano uffici e scartoffie, senza vita, senza calore, senza cuore".
Il Denaro - 31 maggio 2008
L’impegno di una duchessa verso i più deboli
Teresa che corre nei vicoli lerci di Napoli, che bussa alle porte dei bassi che interroga la gente, il popolo, per capire, per aiutare e non per sedurre con promesse irrealizzabili. Teresa che lotta affinché gli scugnizzi siano “ferite purulunte che bisogna cominciare a disinfettare “, affinché le orfane non siano più spose, né uttane né suore senza vocazione, ma donne. Teresa che nel suo dolore di madre non più madre e impegnando parte della sua dote, trova la forza di costruire a Napoli il primo ospedale pediatrico per malattie infettive.
Il Mattino - 21 maggio 2008
È un romanzo il coraggio di Teresa
È il primo romanzo storico su Teresa Filangieri, la figlia del generale Carlo Filangieri e la nipote di Gaetano Filangieri, la prima donna che impegnò parte della sua dote per far costruire a Napoli sul finire dell’Ottocento il primo ospedale pediatrico pediatrico per malattie infettive intitolato a sua figlia Lina.Si intitola Teresa e la luna ed è stato scritto da Carla Marcone. Oggi alle 18 il testo (Scrittura&Scritture edizioni pag 188 euro 11,50) verrà presentato presso la libreria La Feltrinelli di via San Tommaso D’Aquino). In un abile intreccio di personaggi storici e di fantasia, nel romanzo emerge il coraggio di Teresa i deboli e raccoglieva per strada bambini e colerosi. Sullo sfondo una Napoli alle porte e all’indomani dell’Unità d’Italia, decimata dal colera, in preda a lazzari e scugnizzi: una città dove i bambini sudici e scalzi malati e soli venivano lasciati al proprio destino.
Napolipiù - 21 maggio 2008
Voce di donna. Che sussura sotto il Vesuvio
«Scarni e pallidi, figli di una città sempre affamata, dai mille volti, inenarrabile ed evanescente per le sue mille storie, per le sue mille leggende, ingovernabile e fiera, dove l’unico segno di potere è la libertà e l’unico sovrano S.Gennaro, dove vivere è una ricompensa e morire spesso un privilegio».
È la Napoli che vive e che descrive in ogni respiro Carla Marcone nel suo primo romanzo storico Teresa e la luna (Scrittura&Scritture, pag 188 euro 11,50). Il romanzo è ambientato a Napoli, prima e dopo l’Unità d’Italia, una città provata dal colera e dalla miseria, protagonista Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri(1826-1903). Duchessa sottoposta ad una rigida educazione dal padre, generale Carlo, nipote di Gaetano Filangieri, filosofo e giurista alla corte del re.
Di lei l’autrice racconta: “In un pomeriggio di fine aprile mi fu proposto di scrivere di Teresa. Mi sono trovata a tu per tu con il fantasma di questa grande donna, in un periodo in cui si andava in giro strette nel bustino che toglieva il fiato, e quando ancora appartenevamo ai nostri padri o ai nostri mariti, lei, fu capace di far sorgere un ospedale, attivo fino al 1975, dalle rovine di un palazzo del ’700. S.Orsola alla Cupa, di proprietà dell’esercito borbonico”.
Nel volume, accanto a personaggi storici, anche alcuni di fantasia : il guappo ’o Belzebù, la prostituta Maddalena, il filantropo Casanova.
Ma a colpire profondamente l’autrice è lei: “Una donna con un cuore grande, intrepido, dimenticata, che perse l’unica figlia dodicenne, Lina, a cui dedicò l’ospedale pediatrico, e i suoi figli, da allora, furono tutti i bimbi di Napoli, soprattutto scugnizzi poveri e malati che raccoglieva in strada per donargli cure e affetto”. Personalità forte, che resiste nel tempo “Il suo fantasma è tra noi. Si dice che varcando la soglia dell’ex ospedale, si sente ancora la sua presenza, anch’io l’ho avvertita dapprima ho avuto un incontro/scontro con Teresa, qualcosa di molto sentito e conflittuale, alla fine ce l’abbiamo fatta a tirar fuori qualcosa di buono. Mi piace pensare che sia stata lei a guidare la mia mano per giungere fin qui”. Negli attimi di sconforto, mentre i pensieri si affollavano nella mente “le mie due editrici mi hanno molto sostenuta, soprattutto quando ho scritto di lei, ho sentito molto le tensioni sulla pelle, dentro di me, e spesso mi hanno turbato”. Amore e passione. “Sono partita da una sorta di diario che mi sono ritrovata tra le mani, pubblicato da un tipografo nel 1903, su questo fatto vero ci ho ricamato sopra e ho fatto venir fuori gli altri personaggi, che rappresentano il volgo, Napoli. È certamente questo il personaggio a cui sono più legata: la mia città, “Lazzara e nobildonna, eretica e santa, lurida e immacolata… dove ogni cosa e preziosa o non vale nulla e che non si fermerà finchè ci sarà qualcuno che l’amerà. Quella Napoli fatta di pescivendoli, di voci urlate, di monelli”.
Permesola.it
Scritture femminili
Il 16 ottobre, una piccola casa editrice, molto molto femminile, Scrittura e Scritture, propone un incontro di presentazione di due nuove proposte editoriali. La manifestazione, Donne all'Ombra della Storia, dedicata a "Teresa e la Luna" di Carla Marcone ed a "Le Rose di Cordova" di Adriana Assini, farà rivivere figure femminili singolari nell'ambito della storia napoletana ed europea.
Abbiamo domandato alle autrici come è sorta e si è sviluppata l’idea dei romanzi.
Ecco come ci ha risposto Carla Marcone in merito alla sua opera "Teresa e la Luna". "L'idea del romanzo mi è stata suggerita dalle stesse editrici ed io immediatamente l'ho amata. Il percorso intrapreso non è stato facile, l'indisciplinata poesia ha dovuto fare i conti con il particolare, con la storia. Insomma è stato come mettere Calliope e Clio l'una di fronte all'altra e non nascondo che spesso si sono anche prese a capelli. La prima ha approfittato molto della seconda e quest'ultima ha smussato gli spigoli dell'altra, così Teresa è schizzata fuori dal mio inchiostro e mi ha guidata attraverso il labirinto della sua vita. E' stata un'esperienza molto eccitante e ha contribuito alla mia crescita di scrittrice. Il viaggio effettivo è stato massacrante devo dire, ho cercato, frugato, camminato e respirato odori antichi ma ancora prepotenti di libri coperti dalla polvere di una biblioteca,quello metaforico mi ha maggiormente convinta che, come vuole il poeta: Sol chi non lascia eredità d'affetti poca gioia ha nell'urna. Ed io ho la certezza che una donna come Teresa, forgiata dal fuoco della terra e allo stesso tempo tanto indifesa di fronte all'amore, non sarà dimenticata. E mi piace pensare, anzi ne sono orgogliosa, di aver contribuito a rendere saldo il suo ricordo e a non smarrirlo lungo le pieghe del tempo".
Ed ecco la conversazione con Adriana Assini, autrice di "Le Rose di Cordova".
Pms: Come è sorta e si è sviluppata l'idea del libro?
Adriana Assini: "Nel corso di una ricerca in biblioteca. Alle prese con l’Opus epistolarium di Pietro Martire d’Anghiera (cappellano di Isabella di Castiglia e storiografo ufficiale del “Nuovo Mondo”), mi soffermai sul resoconto di un drammatico episodio la cui protagonista era Giovanna, la terzogenita dei Re Cattolici, passata alla storia come la “Pazza”. Conoscevo le sue vicissitudini per sommi capi, ma dal racconto in questione ne ricavai la netta impressione che Juana, più che pazza, fosse stata invece una ribelle, destinata dunque a pagare a caro prezzo le sue “disobbedienze”. La conferma mi venne poi a mano a mano che, nei mesi successivi, approfondii la sua storia per “riscriverla” sotto forma di romanzo e restituirle, anche se a posteriori, almeno un po’ della dignità a cui aveva diritto."
Pms: Quali significati riveste il tema del viaggio, quali ricordi le suscita (nella duplice valenza di viaggio come spostamento effettivo o metafora).
Adriana Assini: "Nata sotto il Sagittario, l’amore per i viaggi è un segno distintivo della mia persona. Viaggiare è scoprire; imparare; ampliare gli orizzonti spostando sempre un po’ più in là le “colonne d’Ercole”; confrontarsi con il nuovo, l’insolito o il diverso, anche a soli cento km da casa. La mia memoria è fortemente selettiva e spesso, ricordando qualche mio viaggio, vedo scorrere una sequela di immagini piuttosto esigua rispetto alle tante incamerate a suo tempo, ma si tratta sempre di immagini molto vive e intense, sempre legate alle emozioni, come il ritrovarsi sulle pendici di un vulcano e restare ad ascoltarne la “voce”, profonda e minacciosa, o sedersi accanto al luogo un tempo destinato alla Pizia e, nel silenzio della valle, udirla pronunciare i suoi oracoli…Ma viaggiare non è soltanto mettersi in macchina o prendere un aereo. La mente è forse il maggiore mezzo di trasporto a nostra disposizione e ci conduce dove vogliamo, nel tempo e nello spazio. Grazie ai miei romanzi, ho attraversato a cavallo le Fiandre, quando erano ancora ricche di mulini ad acqua e a vento; ho “assistito” ai fuochi d’artificio sparati da Castel Sant’Angelo nella Roma del Seicento; ho seguito la regina Semiramide nelle sue avventurose battute di caccia alle tigri…"
"Scrittura e Scritture" è una casa editrice costituita nel 2005 per iniziativa di due entusiaste librofile, Chantal ed Eliana Corrado, che, con audacia, hanno scelto di pubblicare autori emergenti, animati da un medesimo culto per la qualità di forma grafica e contenuti. Non sono dunque numerose le proposte che annovera, ma indubbiamente meritorie di attenzione e, ci auguriamo, destinate a ricavarsi una nicchia di favore tra il pubblico dei lettori di gusto.
Così le fondatrici hanno raccontato la loro avventura, aggiungendo qualche considerazione sul tema del viaggio: "L'idea di Scrittura & Scritture è quella di una casa editrice che partendo da Napoli, potesse arrivare lontano, quanto meno crescesse a livello nazionale, c'è dietro la nostra attività un sogno, l'ambizione di creare un viaggio che è cominciato con noi e che ti auguri non finisca mai, che valichi i confini geografici e temporali perciò puntiamo molto sulla qualità dei nostri libri, degli scrittori, qualità più che quantità, cercando di dedicare ad ogni libro un massimo sforzo anche promozionale, questo ci induce a lavorare molto e sodo anche su noi stesse per migliorare sempre più, puntare sempre più in alto, siamo giovani e abbiamo scelto l'editoria come nostra unica occupazione lavorativa.
C'è molto, secondo noi, dell'idea del viaggio in una casa editrice; come viaggio temporale: far conoscere i nostri libri e i loro autori vuol dire andare in giro per l'Italia, un giorno anche all'estero,
partecipare quanto più possibile alle fiere, festival letterari,
confrontarsi con i lettori, capire la gente, per arricchirci di idee abbiamo bisogno di curiosare in giro, mentalmente una casa editrice viaggia sempre: con i propri sogni con i propri libri,
certo ci poniamo dei limiti, sia come persone che come impresa, siamo ancora una realtà piccola, ma abbiamo voglia di sperimentare proprio per cercare di superarli certi confini, ovviamente come in ogni viaggio ci sono sempre soste, incognite e imprevisti ma anche bellissime sorprese..."
Il loro repertorio include narrativa per adulti, bambini, ragazzi, occasionale saggistica e poesia, raccolta nelle varie collane: Voci (narrativa contemporanea), I Minuti (proposte di formato ridotto e costo moderato), Cyrano (biografie di uomini celebri, romanzi e racconti con protagonisti maschili), Scugnizzi (filastrocche, favole, racconti e romanzi per piccoli lettori), Maree (poesia).
La casa editrice è stata recentemente presente a Salerno, alla Fiera del Libro di Donne, con dovizia di proposte naturalmente "al femminile"; dal 10-12 ottobre la ritroveremo allo spazio espositivo del Pisa Book Festival (Area EXPO di Pisa).
La manifestazione del 16 ottobre avrà luogo presso la Libreria Edicolè in Piazza Municipio 5 a Napoli, alle ore 18.00.
Per avere ulteriori informazioni sull'evento ed aprirvi a nuovi ambiti di lettura, potete visitare il sito: www.scritturascritture.it Buon divertimento e buona lettura.
Arcilettore.it
Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri è una donna realmente vissuta. Una persona che lotta per dare assistenza e dignità ai derelitti in una Napoli di Fine ottocento. Distrutta dalla morte della figlia dodicenne, Teresa trova la forza per continuare a vivere nell’aiutare i bambini abbandonati e ammalati per i quali farà costruire un ospedale. Donna interessante come sono interessanti i personaggi di fantasia che vivono un una città di cui l’autrice ci restituisce i colori, i suoni, gli umori e la sofferenza. In un linguaggio meno forbito, a volte retorico, con frasi già lette di improbabili dialoghi, l’autrice avrebbe reso il romanzo più avvincente e la protagonista più terrena e indimenticabile.
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