Scrittura & Scritture - Rassegna stampa - Migrazioni e migranti

Se si leggono libri come si stanno ad ascoltare gli amici, ciò che si legge allieterà e consolerà come soltanto gli amici sanno fare.

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Migrazioni e migranti
tra storia, cronaca e letteratura

V. Angelo Colangelo

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Lucanianews24.it
“Con la valigia in mano” - Un libro di Angelo Colangelo

L’uomo e i suoi spostamenti nella storia al centro dell’ultimo libro del professor Angelo Colangelo: “Migrazioni e migranti fra storia, cronaca e letteratura” (“Scrittura e scritture” Edizioni - pagg. 107, euro 10). Patrocinata dal Comune di Aliano, la pubblicazione – impreziosita dai disegni (in copertina e nelle pagine interne) di Pasquale Zamparella - “affronta a 360 gradi il fenomeno nei suoi aspetti (emigrazione ed immigrazioni) speculari”, spaziando – come suggerisce il titolo – fra storia, cronaca e letteratura. L’autore, infatti, “scandaglia con obbiettività e ponderatezza gli spostamenti dell’uomo da una regione all’altra, da un paese all’altro e – altresì - da un continente all’altro, evidenziando significativamente le cause che ne sono alla base nonché gli effetti sortiti da quelli che Carlo Levi definiva “esili forzati” - scrive in prefazione Donato Sperduto – E la Lucania è stata proprio una delle regioni italiane più dilaniate” dal fenomeno. “Reputo comunque essenziale – continua Sperduto – che, nonostante tutto, la Basilicata non venga riduttivamente ritratta come una ‘valle di lacrime’ in piena”. Colangelo dedica il suo ultimo lavoro pubblicistico (“impegnativo, ma molto arricchente” lo definisce lui stesso in premessa) a tutte quelle persone “costrette ad inventarsi un progetto di vita lontano da casa”.
“Questa frase, o meglio il termine ‘costrette’ – sottolinea il sindaco di Aliano, Antonio Colaiacovo, nello spazio riservato alle motivazioni di patrocinio – dà proprio il senso di quell’esilio forzato di citazione leviana, la dimensione di quell’inevitabile necessità di dover andar via dalla Basilicata, piaga dolente nella storia della nostra regione”. E ad Aliano e Stigliano è dedicato uno dei cinque capitoli del volume. Entrambi i centri “non rimasti estranei al fenomeno”. Anzi pesantemente segnati, “essendo essi (Aliano e Stigliano ndr) ubicati in una delle aree più fragili dal punto di vista geologico e più deboli dal punto di vista economico dell’intera Basilicata”. Dati anagrafici (rilevati presso gli uffici municipali di competenza) e tabelle statistiche mettono chiaramente in evidenza lo svuotamento antropico accusato negli anni dai due comuni. Soprattutto da Stigliano, “per lungo tempo uno dei comuni lucani più popolosi ed importanti. Tanto che – annota l’autore – nel corso del 1600 fu eletto dal vicerè, Ramiro De Gusman, capoluogo della Provincia di Basilicata”. Inevitabile per Colangelo (già autore di ben due pubblicazioni “Gente di Gagliano – Ritratti di personaggi leviani” del 1994 ed “Un uomo che ci somiglia” del 2003) un “richiamo” nel libro a Carlo Levi ed “all’attenzione ch’egli mostrò al problema dell’emigrazione già (e non solo) nella sua opera più nota, Cristo si è fermato ad Eboli”. “Riprendendo alcune delle tesi del meridionalismo classico, Levi giudica l’Italia meridionale una terra naturalmente povera, resa ancora più povera dalle vicende storiche ma anche dagli innegabili errori di programmazione politica ed economica, di cui molti si resero responsabili nel corso dei secoli”. E da questa amara considerazione che scaturisce il monito - quasi un invocazione - all’indirizzo degli emigranti a “non lasciarsi calpestare la libertà. E’ il bene più grande ed importante che avete. Siete voi emigranti – chiosa Levi – coloro che portano il peso della croce per riscattare l’Italia”.

Antonio Grasso

l-arcadinoe.com

Nell'ambito delle attività legate ai "Venerdì Culturali di Presenza Lucana", si è svolta la presentazione del testo di Vito Angelo Colangelo, docente di Lettere di Stigliano, dal titolo: MIGRAZIONI E MIGRANTI, tra storia, cronaca e letteratura. Il Sindaco di Aliano dott. Antonio Colaiacovo, ha portato i saluti della sua comunità. La relazione è stata tenuta dal prof. Pio Rasulo, saggista, poeta e titolare della cattedra di Estetica dell'Università di Lecce. Il cantante Mario Donatiello, ha interpretato alcune motivi legati all'argomento dell'emigrazione. Presente l'autore del testo, Vito Angelo Col angelo, l'incontro è stato moderato dal Presidente di Presenza Lucana Michele Santoro.
I flussi migratori, iniziati già con la nascita dell'uomo, sono un fenomeno importante nella vita del nostro pianeta: ora, si calcola che ci siano più di 150 milioni di persone che vivono stabilmente fuori della loro terra d'origine. Gli spostamenti di una notevole massa di popolazione, ha segnato alcuni periodi della storia del nostro pianeta. Le più grandi correnti migratorie sono state quelle che, iniziando nel XVII secolo, hanno portato, con la forza, sette milioni d'abitanti del continente Africa in America.
Oltre a questo movimento, è nel secolo XIX che si sono registrati i più grandi spostamenti di popolazione, per causa, di solito riconducibili alla ricerca di un nuovo lavoro, per la sopravvivenza. Le cause delle migrazioni sono molteplici. Sono da ricordare i circa cinquanta milioni d'europei che si sono spostati, iniziando dal 1848 sino alla metà del secolo scorso.
La prima massiccia emigrazione europea verso l'America iniziò, dall'Irlanda del Nord, colpita da una grave epidemia, nella quale morirono 250.000 persone nel giro di circa due anni, 1845-47. Gli irlandesi che, per mancanza di cibo, partirono per gli Stati Uniti, in poco tempo, furono, circa un milione. Le migrazioni dall'Italia, iniziarono, dapprima in modo lento, dopo l'Unità d'Italia, e poi in modo massiccio dal 1890 sino al 1913, anno in cui si registrarono circa novecentomila partenze.
L'ultimo grande esodo, in massima parte dalle regioni meridionali dell'Italia, verso il Canada, gli Stati Uniti, il Sud America e l'Australia, si registrò dopo la seconda guerra mondiale. Dalla sola regione Basilicata, che conta circa 600.000 abitanti, lo stesso numero di lucani si trova sparso per tutto il mondo. Un altro esodo, dall'Italia meridionale, verso le miniere del Belgio, la Germania e la Svizzera e le industrie del Nord è avvenuto negli anni sessanta.
Un altro grande spostamento di popolazione è quello che ha portato milioni di cinesi in Malesia ed in tutto il mondo. Solo in Malesia il 50% della popolazione è d'origine cinese. Sui dizionari di lingua italiana per migrazione s'intende "l'abbandono del proprio luogo d'origine per trasferirsi altrove".

Michele Santoro
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