Scrittura & Scritture - Rassegna stampa - Blu cobalto

Se si leggono libri come si stanno ad ascoltare gli amici, ciò che si legge allieterà e consolerà come soltanto gli amici sanno fare.

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Blu cobalto

Eleonora Granata

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Lungotevere.net
Il colore del mistero e dell’arte: Blu cobalto di Eleonora Granata

A metà tra un mistery e un romanzo, "Blu cobalto" di Eleonora Granata, edito da Scrittura e Scritture, sa risucchiare in un vortice di scoperte ed emozioni il lettore, che viaggia assieme al racconto tra Roma, Bologna e Perugia, alla ricerca di un misterioso quadro, scomparso più di vent'anni prima. La storia è quella di Lola, perseverante e appassionata, che cercando in ogni modo di sottrarsi a quel logorante grigiore che a volte è la vita quotidiana, decide di inseguire le tracce di un quadro perduto da tempo e che mantiene vivi i segni del proprio passato.

Un numero di telefono e tanti ricordi sono gli unici elementi di partenza della sua avventura. Da qui, le tappe del suo percorso diventano a poco a poco momenti di immersione in un passato un po'mitico, un po' sfumato e dai contorni impalpabili, ma anche concretamente denso di emozioni, che lentamente affiora dai ricordi scomposti e dai frammentati di vita, imbevuti però di colori vividi. Quelli dell'arte, superficie su cui si poggia il racconto, terreno su cui si dispiegano i suoi passi, che guida e dirige le ricerche e sa dare ad ogni figura quel tocco di poesia e di spessore che la contraddistingue. Dalla storica via Margutta, la romana via degli artisti, da dove parte il viaggio di Lola, fino a Bologna e a Perugia, in cui la protagonista, tra artisti e critici d'arte, conoscerà personaggi bizzarri e un po' strampalati che l'aiuteranno a svelare il volto del mistero che si nasconde attorno a quel quadro e alla propria vita, la protagonista ricostruirà i tasselli mancanti della sua storia. Un mistero che a poco a poco si costituisce a partire proprio da quelle persone incontrate, dai loro volti, dalle conversazioni, che permettono di definire sempre più i colori del proprio passato. Solo così la protagonista discende fino a quel nucleo profondo e nascosto presente nel cuore di ognuno di noi, in quella dimensione di un blu cobalto che solo gli occhi dell'amore hanno. Ed è proprio quando sembra che si sia finalmente arrivati ad un passo dalla verità, ecco che qualcosa di inaspettato avviene a disattendere le attese e a scombinare tutti i piani.

Delicato, equilibrato, leggero, il racconto si districa con agilità seguendo una strana avventura che poi si rivela essere discesa nelle vie del cuore e dei sentimenti. Tra il diario e il romanzo d'avventura, il libro accompagna il lettore in ore sicuramente molto piacevoli.

Benedetta Casaretti

Librincircolo.it

Il rispetto, la pazienza, la curiosità, e le gioie della perseveranza.
Queste le qualità celatesi dietro le parole di Blu cobalto. Pagine che l'autrice ci trasmette, attraverso la figura di Lola, con una delicata sottigliezza.
Il rispetto considerato come cardine di ogni ambito della sfera affettiva, e da praticare nelle relazioni, sopratutto quando si tratta di rapporti duali scalfiti da un'uggia un po' acre ed un po' insapore, il cui disagio nasce dal fatto stesso di stare insieme.
Si è spenta la passione tra Lola e Ludovico, eppure il loro equilibrio di coppia non cede all'apatia, ed anzi è proprio una simile staticità di armonia ciò che continua a tenerli uniti, ancora, e nel desiderio di un "duraturo ancora".
La pazienza, da far venir fuori dal fondo di noi stessi, anche quando tutto intorno sembra remare contro. Da strappare al nostro autocontrollo, con i denti, quando siamo esaltati o angosciati, e le persone a cui necessitiamo di chiedere aiuto ci trattano con superficialità, freddezza, indifferenza.
Lola ha un obiettivo, ma per raggiungerlo ha bisogno di trovare persone sconosciute. Nel suo cammino non incontra sempre modi garbati, e nonostante ciò non si lascia intimorire. Prosegue svelta e decisa lungo la strada della sua ricerca.
La curiosità, quella sana, pulita. Direi che è una simil sete di andare a fondo nelle cose, ad offrirsi come anima di questo romanzo.
La curiosità nasce in Lola come un istinto vitale, un certo sesto senso che, senza riuscire a spiegarle il perché, la spinge ad allontanarsi dalle sue certezze, per avventurarsi, da sola, nell'approfondimento dei suoi frammenti d' indizi: un numero di telefono, un indirizzo. Città diverse. Persone estranee.
Ed infine la perseveranza, ciò che riuscirà a condurla al raggiungimento della sua anelata meta. Un traguardo però che si rivelerà soltanto un nuovo punto di partenza. Perché è altro quel che, forse l'inconscio, il destino, una mano divina o tutti questi elementi insieme, volevano che la protagonista scoprisse: una verità. Inaspettata. Forte. Personale.
Lola cerca un dipinto. Il ritratto di un volto a lei caro.
La sorpresa di ciò chi si rivelerà essere, a dispetto delle sue aspettative, il nome di quel viso di bambina reso eterno su di una tela, non ha per Lola sconcerto ed esultanza degni di paragone. In quel quadro Lola ritroverà una parte della sua vita, un passato di cui lei non aveva sentore. Ne ricaverà uno spirito rinnovato, tale da predisporle il corpo al più sublime delle accoglienze. Lola ritroverà se stessa, l'amore per il suo compagno, l'amore per la vita, una vergine vita che, finalmente, si formerà in lei.
Un estro immaginativo che si fa ricco nelle descrizioni dei paesaggi. E si percepisce come vero e vicino alle esistenze di ciascuno di noi, invece, quando si analizzano i sentimenti. E' qui, infatti, che la penna di Eleonora Granata, scandaglia. Anatomizza l'intimo di uno stato d'animo, per poi farlo ricomporre dentro di noi. Il tutto, con una leggerezza di sintassi ed una semplicità del lessico, che rendono l'intero romanzo scorrevole e fruibile.

Agnese Rinaldi

mmushroom.splinder.com

L'intervista di questa domenica è ad Eleonora Granata, autrice per i tipi della casa editrice Scrittura&Scritture. Ha pubblicato un interessante romanzo di genere mistery, Blu Cobalto, che l'autrice tra l'altro mi ha regalato e che consiglio vivamente e di chi parleremo!

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro? Parliamo della sua genesi.
Una vecchia storia di famiglia. Da tempo mi ronzava in testa e sembrava l'incipit perfetto per un libro. Così ho iniziato utilizzando lo spunto di questo quadro perduto e da lì e nato questo mezzo noir itinerante. 

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?
Conflittuale. A volte molto frustrante, altre un'esaltazione dei sensi. Nel complesso potrei dire che la scrittura è la migliore valvola di sfogo che abbia mai trovato alla mia emotività irrequieta.

Parliamo della tua esperienza editoriale con Scrittura&Scrittura.
Splendida. Non è facile trovare un editore competente e disposto ad investire seriamente negli esordienti. Loro hanno avuto il coraggio di farlo e lo hanno fatto da veri professionisti del settore.

Cosa ne pensi dell'attuale panorama editoriale italiano, così nettamente diviso fra grandi, medi e piccoli operatori? 
Credo che ci sia poco coraggio. I grandi editori investono solo su successi annunciati, o comunque rischiando il meno possible. Troppo spesso preferiscono vivere comodamente il riflesso di paesi esteri (come gli Stati Uniti ad esempio) acquisendo la scrematura di comparti editoriali molto più dinamici del nostro e per questo anche più fruttuosi. Mentre i piccoli, tranne qualche rara eccezione, ne fanno un business di basso livello, puntando sulla quantità e sul contributo dell'autore che si sobbarca quasi interamente i costi di stampa. E qui ci sarebbe da aprire anche una piccola parentesi sulla distribuzione...
 
In quarta di copertina si legge, tra l'altro, che tu stessa sei responsabile di redazione di una casa editrice.
Sì. Ora ho un nuovo incarico. Vado a capo del dipartimento edicola per una casa editrice di Treviso. Ma l'edicola, come si può immaginare, è ben altra cosa.

So inoltre che scrivi per internet (giornali online), ed io vorrei chiederti cosa ne pensi del web come trampolino di lancio per chi attende con trepidazione di vedere, prima o poi, i propri lavori sulla carta.
Non credo che il web sia un trampolino di lancio. E' piuttosto una giungla selvaggia dove ogni pinco pallino qualunque può esprimere la sua opinione. Certo in alcuni casi può essere molto liberatorio, ma non proficuo per future carriere, a meno che non abbiate la fortuna di scrivere per testate di importanti quotidiani on line. Comunque, per chi deve iniziare è un'ottima palestra.

Dopo Blu cobalto, quali altre novità ci aspettano dalla tua penna?
Ho in mente qualcosa di tragicomico. Una miscellanea che somigli a un rimestio di interiora umane, lacrime e risate.
Per la storia sto seguendo il filo di un vecchio fatto di cronaca che mi aveva molto incuriosito, ma per ora è top secret!

Da autrice, quali consigli daresti a chi fosse interessato a farsi conoscere come scrittore?
Non mollare. Anche nella notte più buia bisogna seguire il lumicino che ci porterà fuori dalla grotta dello sconforto. Certo, oltre questo ci vuole talento, studio e fortuna. Perché non basta arrivare al posto giusto al momento giusto, bisogna arrivarci preparati.

Arcilettore.it

La lettura di questo libro non può non affascinare il lettore che viene coinvolto in questa ricerca testarda, con tratti anche psicotici, di un quadro della matrigna della protagonista. Questa è anche una figura immanente per tutto il libro. Morta da tempo, la sua presenza è molto forte nell’economia del libro. Il filo rimasto a sostenere una memoria ingombrante, una memoria che non ha ancora trovato consolazione, è un quadro che la donna aveva commissionato e che poi, per una serie di vicissitudini non aveva ritirato dall’amica pittrice in Via Margutta. Il nome di questa via ha in sé qualcosa di romantico, qualcosa di superato dal tempo, almeno da quello che spesso si ferma, immobile, nella nostra mente. La ricerca viene compresa anche dal marito della protagonista che accetta questa ricerca anche per dare soddisfazione a un’ansia che la donna ha e che finisce per riversarsi sul rapporto. La scoperta del segreto della tela (che naturalmente non è qui il caso di svelare) è l’elemento consolatorio, che non a caso, in chiusura del racconto, si unisce all’idea della vita. Le scelte di questa casa editrice si rivelano sempre una piacevole sorpresa.

OperaNarrativa.com

Un romanzo snello, ma che si lascia leggere con calma, senza fretta, perché deve essere gustato nella sua delicatezza, nel sentimento che lo attraversa.
Una ricerca, verso le proprio origini, in un romanzo che unisce sentimento e arte e che porta i protagonisti attraverso emozioni perse nel passato.
L’autrice è abile nel pennellare le parole accompagnando il lettore attraverso un viaggio nel tempo e nei ricordi.
Un sincero complimento anche all’editore, in grado di mettere in commercio un’edizione accattivante e molto ben curata. Un libro che attira già dalla copertina e sappiamo bene quanto sia importante catturare l’attenzione dei lettori. Blu Cobalto è un romanzo che sa fare compagnia in modo lieve, senza annoiare e che lascerà soddisfatti molti lettori.
Buona lettura.

Andrea Franco

LagOnLine.it
Bracciano. Di ritorno da Torino Eleonora Granata presenta il suo nuovo libro 'Blu cobalto'

Tra labili tracce di memoria, fitti misteri e complicati intrecci di persone e luoghi, Lola si lancia nella disperata ricerca di un quadro dipinto vent’anni prima da una misteriosa pittrice. Per Lola è di vitale importanza ritrovare quel quadro andato perduto. Partendo da pochissimi indizi il viaggio alla ricerca del ritratto inizia con l’introspezione e l’analisi di un rapporto ormai agli sgoccioli per proseguire in incontri con personaggi strani che spesso l’allontanano dalla meta o la coinvolgono in una vera e propria caccia al tesoro.
È il nuovo libro scritto da Eleonora Granata per la casa editrice Scritture & Scritture, un romanzo in cui la suspense evocata dall’intreccio del racconto aumenta man mano che il lettore scorre le 132 pagine.
Dopo il successo di Cliché, pubblicato da Maremmi editori Firenze nel 2003, la giovane scrittrice si presenterà al pubblico il 25 maggio, alle 18.00, nella libreria “Non solo libri” di Bracciano per illustrare la sua seconda fatica letteraria. “Blu cobalto” il titolo del volume dedicato ai suoi cari “Per tutto quello che avrei voluto fare per loro e non ho mai fatto” ha scritto l’autrice. (...) Eleonora Granata vive a Manziana, ma presto si trasferirà a Bracciano, è laureata in filosofia, vanta un master in comunicazione conseguito a Milano e frequenta la facoltà di Lettere.
La sua attività di giornalista l’ha portata a lavorare come capo redattore in una casa editrice di riviste per bambini e a collaborare con articoli di politica per un settimanale on line. La scrittura semplice, scorrevole, ma ricca di sfumature, trascina il lettore in un vortice di sensazioni e riflessioni che rendono il dovuto merito allo stile letterario dell’autrice.

“Scherzosamente chiamavo questo eccessivo senso del dovere il mio “giusto” – si legge nelle prime pagine del libro – Giusto come le azioni che obbligava a compiere, giusto come le cose che faceva accadere, giusto come le conseguenze che ne scaturivano. Come un piccolo mostro silente a volte reclamava spazio, altre taceva per lunghi anni, ma quando si risvegliava diventava un’incredibile potenza della natura, in grado di divorare tutto il resto dell’anima e delle emozioni. Nessuna delle cose che facevo, seguendo il mio “giusto”, aveva mai lasciato dentro di me la soddisfazione di avercela fatta. Mai mi ero sentita felice di quello che avevo compiuto, al contrario sentivo solo una sensazione di giusto, appunto, di riparazione. Come una ferita asciugata e medicata. Come un’emicrania appena lenita”.

La promozione del volume “Blu cobalto” è iniziata alla fiera del libro di Torino e dopo la tappa a Bracciano proseguirà nei prossimi mesi a Bari e Napoli.

Iris Novello

Mangialibri.it

Lola ha sempre vissuto a Roma, attualmente è immersa nella sua relazione con Ludovico, ma un passato ricco di ricordi riemerge nel presente: che fine ha fatto il ritratto della madrina Matilde, da tempo trasferitasi al nord e della quale non si ha più notizie? Telefonate e incontri la portano dapprima nei vicoli della capitale, nel quartiere degli artisti, tra viottoli di bettole e ritrattisti, ma della tela non c’è nessuna traccia, si sa solo che l’austriaca pittrice Spalmack è morta. Forse il ritratto di Matilde è a Bologna, di proprietà degli eredi, forse si trova a Perugia, tra le mani di un critico d’arte incompetente, forse quel quadro non è mai esistito e le verità sulla tela e la vita di Lola sono tutt’altre…
Congedandoci con la tristemente nota perifrasi “Ogni riferimento ad avvenimenti, cose o persone reali è da ritenersi puramente casuale”, Blu cobalto non fa che confermare anche in ultima pagina la sconfortante sensazione d’opera ripetitiva e prevedibile - quintessenza che ci accompagna durante tutto l’arco della lettura. Personaggi a metà tra macchiette caricaturali e luogo comune non danno consistenza ad una stesura peraltro pervasa da uno stile antiquato che rischia - in quanto a innovazione - ben poco e il cui unico 'rischio' è appunto quello di risultare sorpassato. Un peccato per una giovane casa editrice che potrebbe avventurarsi in ben altre pubblicazioni.

Boris Borgato

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