Qualcuno dice di aver conosciuto Giuseppe Pompameo.
Strano tipo di scrittore.
Alcuni sostengono che è nato e vive a Napoli, altri che fa l’editor e il consulente editoriale. A chi spiega che scrive per il teatro, e che ha ideato e dirige da anni un laboratorio di scrittura creativa che si chiama “Alfabeti”, c’è chi suggerisce che suoi testi saggistici e narrativi sono apparsi su riviste culturali, quali “Quarto Potere” e “L’Isola”. Qualcun altro aggiunge che collabora con la Fondazione Premio Napoli e che, nel 1992, ha pubblicato un libro di poesie dal titolo “Implosioni”.
Pare poi che, nel 2010, una sua raccolta di racconti, “Il rumore bianco dell’inverno”, sia stata segnalata dal Comitato di Lettura del Premio Italo Calvino.
Si sussurra, in giro, che le “Strane abitudini del caso” sia la sua prima opera edita di narrativa.
Insomma, sembra proprio che, da qualche parte, Giuseppe Pompameo esista davvero, e che si nasconda all’ombra del suo lavoro, delle sue parole, dei suoi testi, dentro la biografia di uno che, forse, gli rassomiglia e che, in realtà, tutti conoscono, ma nessuno conosce.