Entriamo nella libreria di…

I librai, soprattutto quelli indipendenti, sono importanti, anzi, fondamentali. Per gli editori. Per i lettori.
Moltissime sono le librerie che negli ultimi anni hanno chiuso, librerie anche storiche. Colpa della crisi? Della concorrenza sempre più spietata di grandi librerie di catena? Dell’aumento delle vendite sugli store online, e della concorrenza degli sconti? Eppure, a fronte di ciò, c’è anche qualche libreria che apre, li chiamano “i coraggiosi”!
Ma cos’è in realtà una libreria, cosa significa essere un libraio, oggi? Queste e altre domande abbiamo rivolto a una serie di librerie in un viaggio lungo tutto lo Stivale, tra vecchie e nuove, di catena e indipendenti per conoscerli un po’ più da vicino, ma soprattutto, si spera, per far conoscere a voi lettori il loro mondo, rivalutarne la loro funzione.


Con il nostro ideale pulmino alla scoperta delle librerie indipendenti, ci fermiamo nel centro storico di Parma e precisamente a Borgo Santa Brigida dove incontriamo Antonello Saiz che ci porta nella sua libreria Diari di bordo.

 

S&S: Ciao e grazie per averci ospitato nella tua libreria per quattro chiacchiere. Raccontaci un po’ della tua libreria.
A. S.: La libreria Diari di bordo nasce nel settembre del 2014 da un sogno nel cassetto e dalla passione mia e di Alice Pisu di creare un luogo di scambio e condivisione all’interno del panorama culturale di una città come Parma. All’interno di un piccolo spazio cercare di portare avanti un progetto culturale molto ben definito dove non solo proporre libri dell’editoria indipendente che non si trovano facilmente in altre realtà, ma anche cercare di trasmettere il valore del libro stesso attraverso incontri con autori e letture ad Alta Voce, in modo da coinvolgere i lettori ‘veri’ in maniera attenta e poco formale.  Abbiamo con grande entusiasmo e fatica cercato di creare poi una filiera corta tra libreria e editori instaurando rapporti diretti e senza intermediazioni.

S&S: Un libraio riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
A. S.: Io e Alice siamo librai piuttosto anomali, nel senso che preferiamo essere parte attiva nelle presentazioni dei libri all’interno della nostra libreria, per cui necessariamente studiamo già a fondo il libro che settimanalmente presentiamo. Ma poi ad esempio Alice cura uno spazio molto curato e dettagliato di consigli di lettura all’interno delle pagine del giornale Repubblica Parma, e la stessa cosa faccio io sul Blog di Giudittalegge ogni settimana. Siamo quella specie in via di estinzione di librai lettori, per cui crediamo fermamente che il compito principale di noi librai sia quello di consigliare e consegnare belle storie. Fare da filtro per cercare di capire le esigenze del lettore e saperlo indirizzare nelle scelte. Noi scegliamo i titoli della nostra libreria tra quelli dell’editoria indipendente di qualità e li scegliamo uno per uno cercando poi di raccontarli ai nostri lettori. Sia io che Alice abbiamo una cosa che ci accomuna: dormiamo poco la notte e abbiamo molto tempo per leggere. Non saprei quantificare in un mese quanti libri personalmente leggo, ma due libri a settimana di sicuro me li sparo. Amo le belle storie, quelle che ti rimangono appiccicate addosso per molto tempo. Negli ultimi anni ho poi scoperto questa insana passione morbosa per il racconto breve e mi viene in mente Il Pozzo di Onetti, La Malora di Fenoglio,  Il silenzio del mare di Vercos, Casa d’altri di Silvio D’Arzo, l’incanto dei racconti contenuti nella raccolta Triboliti di Breece D’J Pancake o il recente e bellissimo Il Paradiso degli animali di David James Poissant.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente una libreria indipendente come te? E  che caratteristiche deve avere un editore  per essere scelto e consigliato da te?
A. S.: Nel tempo  del digitale e di Amazon, nel tempo delle grandi catene e della grande distribuzione che ti ritrovi pure in Posta e al supermercato accanto al banco dei peperoni, le difficoltà per una libreria piccola e indipendente sono tante a partire  dalla crescente scarsità delle vendite.  Le vendite sono andate a calare pesantemente e l’aria di crisi, è inutile negarlo, si è fatta largo ovunque in questi anni e ha investito tutto il mercato dei libri, ma i continui segni meno hanno inciso sul quotidiano procedere soprattutto delle piccole realtà come la nostra che non sono supportate dalle grandi casi editrici e non possono permettersi una scontistica da canto delle sirene. Le librerie come la nostra che esistono e insistono e resistono devono per questo inventarsi  nuove idee, stimoli, pungoli per il lettore. Per  restare in piedi saldi bisogna proporre cose particolari e differenziarsi. Per questo noi abbiamo pensato ad una libreria di viaggio, ad un tema specifico che poteva essere un forte richiamo per chiunque.  Avere un indirizzo preciso per noi e  poi avere un occhio speciale di riguardo verso l’editoria indipendente di qualità e di progetto. Per questo cerchiamo di proporre case editrici capaci di fare ricerca e innovazione e proporre libri di grande significato.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
A. S.: Nella nostra ricerca di titoli cerchiamo sempre di cercare storie importanti e significative racchiuse in quello che è un oggetto libro degno con una veste grafica di altissima qualità estetica  e tutto a un prezzo sempre equo per il lettore. Penso alla bellezza di volumi come quelli della Del Vecchio o di Keller o di Hacca ed Exòrma.

S&S: Qual è il lettore tipo che frequenta la tua libreria? A quali generi sembra essere più interessato?
A. S.:
Abbiamo fortunatamente un pubblico di lettori molto trasversali con fasce di età molto varie, dove il giovane ventenne si confronta piacevolmente con la signora pensionata. Si tratta di lettori forti e veri con anche un background culturale molto diversificato e forse questo è il nostro punto di forza nel non avere un genere specifico tra le loro richieste. Essendo la nostra una libreria di viaggio, ovviamente i libri ancorati ai luoghi, sono molto presenti tra i nostri scaffali.

S&S: Qual è la tua esperienza a riguardo di presentazioni, reading, firmacopie in libreria, quale tra questa o altre modalità che hai sperimentato ha, secondo te, più successo?
A. S.: Le presentazioni, i reading e le letture ad Alta voce in librerie come la nostra funzionano, eccome! Siamo diventati molto affermati all’interno della città proprio per questo genere di eventi che ci caratterizzano per la loro formula innovativa. Abbiamo cercato di togliere la polvere dalla canonica presentazione  con il giornalista locale autorefenziale o con il trombone concentrato esclusivamente sul suo ombellico. Il lettore curioso ha bisogno di spazi intimi e informali, di stimoli nuovi e nuove formule più snelle di presentazione. Abbiamo trovato una formula basata sul piacere del confronto intorno al libro ma anche sul piacere dell’intrattenimento all’interno di una dimensione fortemente umana.

S&S: Cosa pensi dell’attuale mercato e della sua produzione editoriale?
A. S.: Purtroppo il mercato editoriale è drogato:  si pubblica di tutto senza filtri e senza regole e tutti scrivono libri, a volte pure con arroganza, e i libri si trovano ovunque in un  mondo editoriale profondamente cambiato negli ultimi anni. Non mi sono mai piaciuti i roghi, ma si pubblica troppo. Ogni giorno escono circa 170 titoli, in gran parte novità.  I libri che arrivano sul mercato sono davvero troppi e non sempre ce ne sono di validi. Saper fare da filtro non è semplice. La vita dei libri su uno scaffale, in questo modo, diventa così sempre più effimera, e nonostante il calo delle vendite si continua a pubblicare sempre di più, creando anche un effetto disorientante sul lettore.

S&S: Aiuta anche noi editori indipendenti a migliorarci e a evitare errori e incomprensioni con voi librai indipendenti. Cosa secondo te non fa un editore indipendente nei confronti di una libreria indipendente? Avresti qualche consiglio da dare?
A. S.:
Un editore indipendente dovrebbe per sua natura avere parecchia cura e attenzione verso le librerie che resistono, applicare la scontistica più vantaggiosa possibile e creare occasioni di confronto e scambio all’interno delle librerie. L’obiettivo  tra librerie indipendenti ed editori dovrebbe essere comune è cioè far emergere al meglio la qualità del prodotto ma non sempre questo accade con rigore scientifico. Bisogna difendere assieme una ‘riserva’ e non sempre si concentrano le forze nella stessa direzione. Una libreria indipendente spesso non può supportare logisticamente una presentazione o un reading e allora in quelle occasioni l’editore dovrebbe farsi carico delle spese e non solo, aumentare la scontistica sul libro presentato in libreria, perchè una presentazione comporta in termini di fatica fisica un lavoro che non sempre è visibile.

S&S: Conosci la nostra casa editrice? Hai già avuto modo di leggere o avere in libreria qualche nostro libro? O ce n’è uno dei nostri che ti piacerebbe leggere?
A. S.:
Conosco la vostra casa editrice. Ho sfogliato il vostro catalogo diverse volte e sono a conoscenza  delle vostre tre collane. Da uno sguardo superficiale potrebbero forse interessarmi i racconti di Domenico infante.

S&S: Immaginiamo che una tua proposta di sostegno alle librerie indipendenti venga accolta, quale sarebbe in concreto, cosa chiederesti?
A. S.:
Una libreria per essere veramente indipendente non dovrebbe avere o cercare nessun tipo di sostegno esterno, ma camminare sulle sue gambe proprio per conservare quella libertà di scelta e poter dire no a proposte culturali che non sono in linea con il proprio progetto.

S&S: Il tuo sogno di libraio è…?
A. S.:
Il mio sogno di libraio è poter realizzare un giorno una casa editrice strettamente collegata alla libreria. Ma sono sogni che forse è meglio tenere nascosti nel cassetto e chiusi a chiave con la doppia mandata.

S&S: Bene, ringraziamo Antonello per questa ricca e bella chiacchierata. Ai nostri lettori, come sempre, l’invito a frequentare la sua libreria.

La Libreria Diari di Bordo è a Parma, in centro storico, precisamente a BORGO SANTA BRIGIDA, n. 9
La trovate sia sul web, al seguente link, che su Facebook, qui


Di seguito altre interviste con altri librai

Intervista a Clorinda Attianese di Libramente – Caffè letterario di Nocera (Salerno)

S&S: Ciao e grazie per il tempo che ci dedichi. La prima cosa che siamo curiosi di chiederti è come nasce l’idea di coniugare la libreria a un caffè letterario a Nocera?
C. A.: Innanzitutto volevo creare un luogo di aggregazione, un posto dove incontrarsi e parlare delle proprie passioni, di libri, di musica. Volevo che le persone si sentissero a proprio agio e bere un caffè, una tisana o una birra in compagnia aiuta tanto.

S&S: Riesci a trovare il tempo di leggere? se sì in un mese quanti libri?
C. A.: Assolutamente no. Da quando ho aperto la mia libreria leggo molto meno rispetto a prima. Per lo più dò uno sguardo sommario ai libri che mi arrivano e che non conosco per essere il più preparata possibile quando un cliente mi chiede consiglio. Ci sono mille attività da programmare e la gestione di una libreria toglie molto spazio alla lettura. Soffrendo di insonnia leggo, per diletto, ormai solo di notte.

S&S: Quali difficoltà hai incontrato o incontri quotidianamente nella gestione del Caffè letterario?
C. A.: In particolare nessuno, credo di riscontrare le stesse difficoltà di qualsiasi altro tipo di attività. Le persone che vengono in libreria hanno bisogno di tempo per fidarsi ed affidarsi. In molti si lasciano consigliare per acquistare un libro, altri sono più scettici. Ci vuole tempo, ognuno ha il proprio, per farsi conoscere ed instaurare un legame.

S&S: Purtroppo la Campania ha il triste primato di indice basso di lettori. Secondo te è dovuto soltanto a uno scarso interesse per la lettura o si può invertire la rotta?
C. A.: Io credo fortemente si possa invertire, altrimenti non avrei mai aperto una libreria. La lettura, i libri vengono ancora oggi, purtroppo, considerati “attività” di nicchia che solo in pochi sono in grado di poter svolgere. Io punto, invece, alla condivisione. I gruppi di lettura che tengo in libreria sono per l’appunto all’insegna della condivisione, si legge e si commenta insieme. I lettori sono entusiasti di questo approccio perché, se è vero che leggere un libro è una questione di intimità, è altrettanto vero che condividere un libro leggendolo insieme crea legami profondi anche tra estranei. Questo accade nella mia libreria, ormai i gruppi sono diventati delle vere e proprie micro comunità, sono nate amicizie e anche amori.

S&S: Aiuta anche noi editori indipendenti a migliorarci e a evitare errori e incomprensioni con voi librai indipendenti. Cosa secondo te non fa un editore indipendente nei confronti di una libreria indipendente? Avresti qualche consiglio da dare?
C. A.: 
La difficoltà più grande che ho incontrato nel rapporto con gli editori è stata, ovviamente non in tutti i casi, riuscire ad avere i libri in libreria attraverso il conto deposito. Comprendo le difficoltà degli editori ma creare un rapporto di fiducia e collaborazione con i librai è fondamentale. Alcuni sono scettici anche nell’accettare di fare presentazioni in librerie piccole come la mia, altri mi hanno detto che sì, andava bene presentare quel romanzo in libreria ma che avrei dovuto pagarli. Siamo tutti sulla stessa barca, ognuno combatte quotidianamente la propria battaglia per restare a galla e c’è, in alcuni casi, poca voglia di comunicare.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato o se non conosci ancora la nostra realtà quale del nostro catalogo ti incuriosisce di più?
C. A.: Ho scoperto Scrittura & Scritture qualche anno fa con Fiori di Carta di Carla Marcone, un libro ricco di particolari e con i personaggi descritti e caratterizzati in maniera superba tanto da farmi affezionare ad ognuno di loro. Il catalogo è molto interessante e mi piacerebbe poter avere i libri in libreria, sono sicura che i miei lettori li apprezzeranno tantissimo.

S&S: Immaginiamo che una tua proposta di sostegno alle librerie indipendenti venga accolta, quale sarebbe in concreto, cosa chiederesti?
C. A.: Che possa arrivare dalle istituzioni, in primis, un atteggiamento di apertura verso piccole realtà come la mia. Dai Comuni maggiore sostegno, dalle scuole attraverso una frequentazione assidua all’interno delle librerie. Insomma, la libreria dovrebbe appartenere non solo a chi la gestisce ma soprattutto a chi la frequenta e la rende viva.

S&S: Bene, grazie mille, Clorinda, per averci fatto conoscere questa nuova realtà. Ai nostri lettori, l’invito a frequentarla.

Libramente Caffè Letterario è in via Filippo D’Accadia Dentice, 19 Nocera Inferiore (SA)
La trovate su Facebook, qui


Intervista a Natascia Mameli della Libreria Marassi Libri di Genova.

 

S&S: Ciao e grazie per il tempo che ci dedichi. Raccontaci un po’ della Marassi Libri.
N. M.: Ho iniziato aprendo la libreria più piccola mai vista (probabilmente avrei potuto entrare nei guinness dei primati), nel 2013, nella zona vicino allo stadio di Genova. Le cose si sono fatte da subito piuttosto difficili, ma poi, per quello che definirei il più grande colpo di fortuna della mia vita, sono riuscita a trovare un locale più grande (ma non di molto, eh, non illudiamoci) in una strada più di passaggio. E eccoci qui. Quella che sembrava un’avventura destinata a durare poco sta continuando ad esistere grazie a tanta testardaggine e, come dicevo, un bel po’ di fortuna!.

S&S: Una libraia riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
N. M.: In media leggo una cinquantina di libri all’anno e devo dire che il lavoro di libraia non mi porta via così tanto tempo da non potermi ritagliare un po’ di spazio per la lettura. Forse cinquanta libri non sono tanti ma devo dire che, per me, che sono molto lenta a leggere, è già un successone.
Non ho un genere preferito in assoluto, mi piace la fantascienza, mi piacciono i thriller, mi piacciono i libri ambientati in spagna e/o con ambientazioni medioevali, ma più di tutto mi piacciono i libri ben scritti e, assolutamente, che abbiano un bel finale. Per me il finale incide di un buon ¾ sulla valutazione del libro. Può sembrare superficialità, ma quando si legge tanto si finisce per dimenticare grosso modo l’ottanta per cento del contenuto del libro: quello che a me rimane è l’emozione che provo quando ho chiuso il libro e penso ‘che bel finale sorprendente’ o ‘che bel finale azzeccato’ oppure ‘uh no, così non va, che peccato!’.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libreria indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
N. M.: Nella mia esperienza la più grande fatica la si fa a combattere contro certi stereotipi che il cliente medio si porta entrando in una libreria: il libro per bambina che non va assolutamente bene per un bambino, certi autori non sono adatti a una donna, altri non vanno per un uomo. Il mio è un negozio in cui i clienti vengono soprattutto a farsi consigliare qualcosa da regalare, e spesso faccio davvero fatica a capire cosa la gente vuole. Spesso la richiesta è ‘ vorrei regalare un libro a una persona che non legge’, il che rappresenta una sfida, per cui è sempre interessante, ma è anche stressante venire a sapere che il libro è considerato l’ultima spiaggia quando non si sa cos’altro regalare (non succede sempre, eh, però quando capita è un po’ svilente, perché ti da la misura di quanto il libro sia considerato un oggetto di secondaria importanza). Esattamente come per la scelta dei libri da leggere, scelgo i libri da tenere in negozio secondo criteri molto personali. Ovviamente cerco di avere in negozio libri che possono incontrare l’interesse dei clienti ma per lo più metto a scaffale libri che mi intrigano, che io leggerei. Vendo pochissimi testi di saggistica, ma in negozio ne ho sempre, più che altro perché li leggo io (prima o poi). Comunque non scelgo basandomi sulla casa editrice, ma quasi esclusivamente sul singolo libro.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
N. M.: Trovo che alcune case editrici ‘major’ mettano in piedi una politica un po’ miope quando si ostinano ad alzare i prezzi dei best sellers, per poi scontarli in maniera esagerata. Non voglio fare polemica (anche se, chi mi segue su facebook sa che non mi mordo la lingua quando c’è da dirle) ma lo trovo scorretto sulla linea dell’importanza da dare a tutta la filiera del libro, a partire dalle librerie, ovviamente.
Un discorso a parte, poi, va fatto per la realtà in cui si trova la mia libreria. Come ho avuto modo di constatare, il prezzo medio di un libro, che si aggira intorno ai 15 euro, è al di là di quanto il mio cliente medio sia disposto a spendere. Questo, ovviamente, richiede un lavoro certosino sulle edizioni più economiche. Anche perché cerco di conciliare la richiesta di spesa contenuta con un’offerta comunque qualitativamente accettabile. Lavoro davvero arduo, mi si conceda.

S&S: Qual è il lettore tipo che frequenta la tua libreria? A quali generi sembra essere più interessato?
N. M.:
Questa è una bellissima domanda a cui sto ancora cercando di rispondere. Posso rispondere alla domanda ‘qual è il cliente tipo’ : mamma o nonna che deve comprare un libretto per il figlio/nipote o per fare un regalo di compleanno. Ma per quanto riguarda il lettore tipo non sono ancora riuscita a farmi un’idea precisa. I lettori più affezionati della mia libreria sono per lo più onnivori, leggono qualsiasi cosa possa essere considerato piacevole, per cui spaziano dal volume meno conosciuto dell’autore classico studiato a scuola, all’ultimo caso editoriale, al libro appena trasposto in film, al libro con ambientazione storica, al thriller puro, al più lacrimevole dei romanzi ‘rosa’ .

S&S: Qual è la tua esperienza a riguardo di presentazioni, reading, firmacopie in libreria, quale tra questa o altre modalità che hai sperimentato ha, secondo te, più successo?
N. M.: Nei tre anni di apertura non sono riuscita a verificare una modalità ‘di successo’. Ho provato a fare diverse presentazioni, anche nel contesto di un festival organizzato con altre librerie indipendenti di Genova, ma devo dire che trovare il modo per far venire gente non è facile. Ho organizzato presentazioni con cena, in collaborazione con una trattoria qua vicino. Una di quelle ha funzionato. Non so dire se per il fatto che ci fosse la cena o per il fatto che l’autore fosse conosciuto perché ospite fisso di un programma televisivo. Certo è stato un puro caso riuscire a fare un centro del genere, e non so se riuscirò mai a replicare.

S&S: Cosa pensi dell’attuale mercato e della sua produzione editoriale?
N. M.: Come detto un po’ in tutte le sedi, questa sovrabbondanza di titoli è un bel problema, a tutti i livelli. Per i librai, soprattutto chi, come me, ha una libreria molto piccola, è davvero quasi impossibile far felici tutti i clienti. A meno che questi non siano disposti ad aspettare qualche giorno per avere il loro libro. Purtroppo spesso, a causa della vita caotica, dei tempi stretti, i clienti non possono aspettare e per il libraio è molto frustrante. Ma quale sia la soluzione non saprei proprio dirlo.

S&S: Aiuta anche noi editori indipendenti a migliorarci e a evitare errori e incomprensioni con voi librai indipendenti. Cosa, secondo te, non fa un editore indipendente nei confronti di una libreria indipendente? Avresti qualche consiglio da dare?
N. M.: Ho notato che, a volte, il rapporto diretto tra casa editrice indipendente e libreria indipendente non è così facile come si potrebbe pensare. A volte contatto piccole case editrici pensando di trovare dall’altra parte un po’ di disponibilità e flessibilità che, per forza di cose, non posso chiedere al grossista da cui prendo i libri delle grosse case editrici. Molto spesso mi scontro contro la dura realtà del ‘mi spiace ma più di così non posso fare’. Non che ci sia colpa da parte dell’editore ma il problema è che entrambi cerchiamo di sopravvivere e non è facile. Così la casa editrice vorrebbe mandare il catalogo completo e che gli si desse la maggior visibilità possibile, mentre la libreria vorrebbe riuscire a spuntare una scontistica un pochino più vantaggiosa di quella che le riservano i grossisti. E finisce che entrambi non ottengono niente.
Mi è capitato, purtroppo, di lasciar perdere collaborazioni che si arenano per questo.
Sinceramente, però, non so quale potrebbe essere la soluzione.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno o conosci la nostra realtà)?
N. M.: Sinceramente ho conosciuto la vostra casa editrice su facebook. Prima non ne conoscevo l’esistenza. Ma non è del tutto una cosa strana, per me. Essendo una libreria molto piccola, non ho agenti che passino in negozio e molto spesso anche le case editrici non mi reputano, evidentemente, interessante dal punto di vista della visibilità, per cui più che altro cerco di frequentare blog e pagine e gruppi facebook che mi permettano di conoscere persone e realtà editoriali che, altrimenti, non mi capiterebbe mai di incontrare. Ovviamente, è anche colpa mia. Se frequentassi di più i festival, soprattutto quelli di piccola editoria, come quello di Modena appena passato, potrei conoscere di più e tastare con mano. Purtroppo però avere una piccola libreria vuol dire anche dover stare in negozio tutti i giorni, tutto il giorno e aver bisogno della domenica per riprendersi.
Comunque, dando un’occhiata al vostro catalogo ho trovato più di un titolo e più di una trama che ha risvegliato la mia curiosità e questo è sempre un bell’inizio.

S&S: Immaginiamo che una tua proposta di sostegno alle librerie indipendenti venga accolta, quale sarebbe in concreto, cosa chiederesti?
N. M.: Con le altre librerie indipendenti di Genova, con cui ci si riunisce periodicamente per cercare di trovare spunti per migliorare quella che è anche una condizione triste della nostra città, cioè la quasi totale mancanza di librerie di quartiere, ci diciamo spesso che un aiuto ‘dai piani alti’ sarebbe probabilmente l’unico modo per permettere a una città un pochino fossilizzata come la nostra di proiettarsi verso un futuro più culturale. Purtroppo questa richiesta, che è anche stata teoricamente accolta dal comune, non è poi mai stata attuata nel concreto.
Per cui questo chiederei: che ciò che è auspicabile, cioè un maggior sostegno delle istituzioni nei confronti di una categoria che, a tutti gli effetti, migliora lo stato della cultura nelle zone in cui si trova, si concretizzi con aiuti reali, come protocolli che rendano più semplice richiedere autorizzazioni, permessi et similia per organizzare eventi e altro, un qualche escamotage per fare in modo che gli affitti siano regolati, o anche solo un canale diretto per comunicare con loro. Invece di essere trattati come una categoria che ha pochissimo peso.

S&S: Il tuo sogno di libraia è…?
N. M.: Per quanto, come dicevo all’inizio, mi senta già una persona fortunata per quel che ho adesso, in confronto a quando ho iniziato, il mio sogno è quello di riuscire a donare al quartiere un posto più conviviale e più condivisibile, con magari un angolo in cui sedersi e fare due chiacchiere e un’area completamente dedicata ai bambini, in cui poter fare attività e lasciare che i bambini possano sedersi, sfogliare e scegliere autonomamente i propri libri. Credo, infatti, che questo sia il modo migliore per creare futuri lettori forti.

S&S: Bene, ringraziamo Natascia per averci fatto raccontato la sua libreria e averci fatto conoscere un po’ di più il suo mondo.
N. M.:
Grazie a voi, è sempre un piacere fare due chiacchiere, anzi, spero di non essere stata logorroica come al mio solito!

La libreria Marassi Libri è in c.so De Stefanis, 55r – Genova
Sul web la trovate su Facebook qui


Quattro chiacchiere con Stefania Cima e conosciamo la Libreria Il Gorilla e l’Alligatore.

S&S: Grazie per averci ospitato nella tua libreria. Ti va di raccontarci un po’ de Il gorilla e l’Alligatore?
S. C.: La mia libreria è nata nell’agosto del 2009 in un piccolo locale nel borgo medievale di Orte, in provincia di Viterbo. In paese una libreria non c’era mai stata e bisognava prima di tutto abituare le persone a “entrare”. Non avendo molti soldi per l’assortimento, ho aperto con soli 1500 titoli a scaffale, una vera sfida. Con un arredo semplice e tanto fai-da-te ho contenuto le spese e creato allo stesso tempo un ambiente caldo e familiare, un piccolo salotto di casa. Vinta l’iniziale diffidenza, le persone hanno cominciato a frequentare il negozio abitualmente e a considerarmi la loro libraia di fiducia. Grazie alle iniziative per i bambini, gli incontri con gli autori e il supporto di Giuseppe che, pur svolgendo un altro lavoro, mi ha sempre aiutata nel tempo libero, la libreria ha aumentato progressivamente il numero di clienti e l’assortimento. A settembre del 2016, ho deciso di trasferirmi in un locale più grande, fuori dal centro storico e più accessibile anche dai paesi vicini, dove riesco a organizzare meglio gli eventi. Penso che una libreria indipendente come la mia debba rappresentare prima di tutto un luogo d’incontro per i lettori, un posto per parlare, per trascorrere il tempo con i propri bambini, un luogo dove sentirsi bene, anche solo frugando tra gli scaffali ed è questo quello che sto cercando di realizzare.

S&S: Una libraia riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
S. C.: Una libraia deve trovare il tempo per leggere perché è quello che fa la differenza con i clienti. Raccontare un libro dopo averlo letto e amato è il modo migliore per proporlo ai clienti. Solo così riesco a trasferire l’emozione e il piacere della lettura. Leggo almeno tre libri a settimana e pur amando molto il genere noir, come si puo’ capire dal nome della mia libreria, amo spaziare dalla narrativa al romanzo sentimentale, dallo storico al fantasy. Leggo tanto anche i libri per bambini, soprattutto gli illustrati, perché ai piccoli lettori piace che racconti loro la storia mentre sfogliano i volumi.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libreria indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
S. C.: Oggi una libreria indipendente deve fare una grande attenzione ai costi. Quanto acquista, cosa acquista, come contiene le spese accessorie, sono tutti fattori che a fine anno incidono sul bilancio. Scelgo i titoli con attenzione, il più delle volte pensando ai miei lettori e ai loro gusti. Non ho un gestionale ma controllo ogni giorno quello che vendo, quello che manca a scaffale e decido poi cosa riordinare. Per quanto riguarda gli editori, mi piacciono quelli che prestano attenzione alla cura dei volumi, dalla veste grafica  ai contenuti, che puntano sulla qualità più che sulla quantità, che cercano di creare un rapporto diretto con le librerie indipendenti, anche se sono librerie di provincia come la mia.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
S. C.: Non credo che sia troppo alto. A volte sento persone dire che i libri costano troppo ma non sono d’accordo. Credo che molti lettori non abbiano idea di quanto lavoro si celi dietro una bella copertina e un romanzo ben scritto. A ogni modo, per venire incontro a molti clienti, pensionati e studenti in particolare, ho iniziato a tenere anche un angolo dell’usato. Periodicamente organizzo il “riciclalibro”. I clienti mi portano romanzi che hanno letto ma che per qualche motivo (anche solo di ingombro casalingo) non vogliono tenere e io riconosco loro un buono per l’acquisto di volumi nuovi. È un’iniziativa che sta piacendo molto ai clienti.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
S. C.:
Qualche giorno fa è entrato in libreria un ragazzo tra i venti e i trent’anni e ha cominciato a guardare i libri nell’area della narrativa. Dopo qualche minuto mi ha chiesto aiuto. Solitamente a chi mi chiede un consiglio di lettura domando sempre quali siano gli ultimi libri letti, per capire un po’ il genere preferito. Questo ragazzo invece mi ha raccontato con un lieve imbarazzo di aver iniziato a leggere da pochissimo tempo. Dopo qualche domanda su eventuali ricordi scolastici mi sono resa conto di avere dinanzi a me un campo libero da riempire. Che fare? Consigliare i classici? Partire dai miei autori preferiti? Alla fine ho optato per lasciar scegliere a lui passando in rassegna i libri a scaffale. Se un autore lo incuriosiva gli raccontavo chi era o cosa aveva scritto, se una copertina gli piaceva gli parlavo un po’ di quel libro. Abbiamo trascorso mezz’ora a parlare di libri e leggevo nel suo sguardo il desiderio di scoprire una cosa nuova. Se n’è uscito con un paio di volumi e la promessa di tornare e raccontarmi le sue impressioni. Penso che questo sia uno degli aspetti più belli di questo lavoro.

S&S: Qual è la tua esperienza a riguardo di presentazioni, reading, firmacopie in libreria, quale tra questa o altre modalità che hai sperimentato ha, secondo te, più successo?
S. C.: Le presentazioni di libri sono un aspetto che coltivo fin dall’apertura, anche quando il negozio era davvero piccolo. Mi occupo da sempre di scegliere il libro e scrivere l’intervista, anche se per timidezza preferisco delegare a Giuseppe il ruolo dell’intervistatore. Presentazioni abbinate a brevi reading sono secondo me una formula vincente per incuriosire il lettore. Ultimamente stiamo provando ad abbinare anche piccole degustazioni di prodotti locali. Può essere un’idea per trascorrere un po’ di tempo insieme alla fine dell’incontro e pubblicizzare i prodotti del nostro territorio.

S&S: Aiuta anche noi editori indipendenti a migliorarci e a evitare errori e incomprensioni con voi librai indipendenti. Cosa, secondo te, non fa un editore indipendente nei confronti di una libreria indipendente? Avresti qualche consiglio da dare?
S. C.: Con alcuni editori indipendenti si è instaurato un bellissimo rapporto. Mi aggiornano sulle uscite e mi inviano i libri in conto deposito, che è un grande aiuto per un libraio indipendente. Ho creato uno spazio dedicato esclusivamente agli indipendenti per garantire una migliore esposizione dei loro libri. Quello che manca con taluni editori è un suppporto quando si organizzano le presentazioni. Talvolta ci si sente abbandonati dagli uffici stampa e dai commerciali mentre io credo che i librai svolgano un lavoro sul territorio molto importante per la promozione degli editori indipendenti, soprattutto in provincia. Mi piacerebbe che ci fosse maggiore attenzione verso le realtà dislocate fuori dalle aree metropolitane.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno o conosci la nostra realtà)?
S. C.: Ho conosciuto la vostra casa editrice grazie ai romanzi storici di Adriana Assini, che è stata anche nostra ospite. Un caffè con Robespierre è una lettura che consiglio, soprattutto per scoprire alcuni aspetti meno noti dell’Incorruttibile e degli anni del Terrore.

S&S: Immaginiamo che una tua proposta di sostegno alle librerie indipendenti venga accolta, quale sarebbe in concreto, cosa chiederesti?
S. C.: Non ho mai creduto nei sostegni finanziari diretti o nei finanziamenti a pioggia per la cultura. Credo che una libreria indipendente sia prima di tutto un’impresa commerciale e debba operare in un mercato concorrenziale e libero. Per garantire però una concorrenza pulita e meritocratica andrebbero modificate le anomalie generate dalla presenza di editori proprietari di distribuzione e retail. Quello che chiedo da libraia indipendente è una legge seria sul prezzo del libro, un prezzo fisso che garantirebbe una maggiore equità di trattamento anche per i lettori.

S&S: Bene, ringraziamo Stefania per il tempo dedicato. Ci ha fatto molto piacere chiacchierare con te.

La libreria Il Gorilla e l’Alligatore è in via dei Calefati, 13/c 22 – Petignano Orte (VT)
Il loro sito web è gorillaealligatore.com mentre quitrovate la loro pagina Facebook.


Intervista a Carmen Legnante della Libreria Libri al sette – Carugo, (Como).

S&S: Ciao Carmen e grazie per il tempo che ci dedichi. Tu che tipo di libraia sei?
C. L.: Sono una libraia alle prime armi che ama quello che fa e che cerca di imparare il più possibile leggendo sempre di più e guardandosi intorno alla ricerca di cose nuove e nuovi spunti.

S&S: Una libraia riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
C. L.: Una libraia deve trovare il tempo per leggere. La sera tardi, di notte, durante le vacanze.
Io leggo un po’ di tutto, mi piacciono le belle storie, quelle dove i personaggi sono ben caratterizzati e ognuno può immedesimarsi in essi.
Leggo circa 10 libri al mese.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libreria indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
C. L.: Le difficoltà sono diverse. La mia è una piccola libreria in un paese di circa 5000 abitanti. Non c’è un centro con i negozi dove la gente va a passeggiare, quindi la prima difficoltà è farmi conoscere affinché il cliente venga da me apposta, non ho clientela di passaggio. Trovo poi difficoltà ogni volta che organizzo un evento, portare la gente in libreria, far vincere la pigrizia e abituare i lettori che la libreria è un luogo vivo dove si può non solo comprare libri, ma anche parlare di libri. E poi ci sono le questioni economiche, la filiera del libro, i rapporti con i grandi distributori. Io personalmente cerco editori che pubblicano bei libri, che prestano attenzione a temi importanti e che cercano di collaborare con il libraio. Mi piace sapere che un editore apprezza il mio lavoro tanto quanto io apprezzo il suo. Come dico spesso, siamo tutti sulla stessa barca, tanto vale remare insieme e nella medesima direzione.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
C. L.: In alcuni casi sì, è alto. Ma nella maggior parte dei casi credo che il prezzo sia giusto considerando tutte le persone che lavorano ad un libro. Il problema è far capire il lavoro che c’è dietro a un libro.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
C. L.:
Ne capitano diversi. Il bello di questo lavoro è che si incontrano persone di ogni tipo.
Ogni tanto vengono storpiati titoli e autori, anche i più famosi. Oppure a me viene da sorridere quando, dopo aver raccontato decine di libri ad un cliente, l’unica cosa che mi chiede è: “ma sono a lieto fine?”.

S&S: Qual è la tua esperienza a riguardo di presentazioni, reading, firmacopie in libreria, quale tra questa o altre modalità che hai sperimentato ha, secondo te, più successo?
C. L.: Faccio molto spesso presentazioni e incontri in libreria. Secondo me funzionano, avvicinano i lettori agli scrittori, creano dei ponti e accorciano le distanze. Se poi gli autori sono bravi e riescono a raccontare dei propri gusti, delle proprie esperienze, più che la trama del libro, allora il gioco è fatto.
I lettori hanno voglia di sentirsi vicini all’autore, di percepirlo come l’amico con cui bere una birra insieme.

S&S: Cosa pensi dell’attuale mercato e della sua produzione editoriale?
C. L.: Credo che la produzione editoriale abbia ormai sconfinato oltre il necessario. Si pubblicano molti più libri di quelli che la gente è disposta e pronta a leggere e soprattutto si è molto abbassato il livello. Si pubblica qualunque cosa sia commerciale, molto spesso a scapito della qualità.

S&S: Cosa ne pensi del meccanismo distributivo italiano?
C. L.: Per noi piccoli librai a volte è un po’ troppo farraginoso. Tempi lunghi per il rifornimento e per la gestione delle rese soprattutto.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno o conosci la nostra realtà)?
C. L.: Non conosco ancora la vostra realtà.

S&S: Se potessi fare un appello a lettori, editori, scrittori, sarebbe?
C. L.: Per i lettori è semplice: leggete tanto e fatevi consigliare dal vostro libraio di fiducia.
Per tutti gli altri, mi ripeto: lavoriamo tutti insieme per aumentare il numero dei lettori e soprattutto per innalzare la qualità di quello che si pubblica.

S&S: Bene, ringraziamo Carmen per il tempo che ci ha dedicato e le facciamo un grosso e sincero in bocca al lupo per la sua attività.

La libreria Libri al sette è in via F. Baracca, 7 – Carugo (Como)
Il loro sito web è librialsette.it mentre qui potrete sequirli su Facebook


La nostra chiacchierata con Daniela Bonanzinga della Libreria Bonanzinga di Messina


S&S: Ciao Daniela e grazie per averci ospitato nella tua libreria. Tu che tipo di libraia sei?
D. B.: Sono una libraia indipendente, opero da 38 anni nella mia libreria di famiglia attiva dal1969. Non ho mai trattato scolastica, solo libri di varia. Ciononostante venti anni fa ho attivato un progetto, “lalibreriaincontralascuola”, di cui ho registrato il marchio. Format vincente per mediare lettura nelle scuole di ogni ordine e grado, noto in tutta Italia. Oltre 300000 occasioni di lettura mediata, oltre 2000 incontri.

S&S: Una libraia riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
D. B.: Trovo il tempo di leggere. Dopo la laurea in lettere moderne ho direzionato le mie letture verso la narrativa. Ho al mio attivo ottime competenze legate alla saggistica di self help. Leggo molto anche per alimentare i miei progetti promozionali. Preferisco la narrativa di buona qualità, sia italiana che straniera. Numero dei libri al mese assolutamente variabile, minimo due. Molte letture nascono da esigenze  lavorative. Leggo sempre tutti i libri che attenziono per eventi. Nel tempo che resta scelgo per me.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libreria indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
D. B.: La difficoltà è legata alla ricerca del cliente, cosa che si è accentuata negli ultimi anni. La libreria aveva una storica posizione nel mercato, il cliente entrava spontaneamente. Oggi il problema principale e affiliare quelli che entrano e trovare il modo di sviluppare un piano di marketing per non subire il mercato. La libreria si sostiene con i grandi gruppi che sono per me anche un polmone promozionale. Può accadere che un libro funzioni molto bene al di là del suo editore. Cerco di farmi sostenere dalle cose che vivono di richiesta spontanea. Promuovo quello che mi piace. La libreria deve avere una sinergia tra l’indotto spontaneo e le scelte personali. Mi manca molto che i grandi gruppi non facciano un investimento verso i librai indipendenti capaci di resistere al momento e che per avere un assortimento in conto deposito si debba migrare su un franchising. Reputo questa scelta degli editori errata. Chiaramente parliamo di una libreria che è contrattualizzata con i grandi gruppi. Se devo migrare su un grossista per gestire assortimento in contro deposito o sui singoli editori è un altra cosa.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
D. B.:Sì il prezzo medio è alto. La politica di recupero dei grandi gruppi che ristampano aumentando il prezzo di copertina secondo me crea un finto beneficio che si brucia immediatamente.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
D. B.:
La libreria è un luogo assolutamente curioso, la vita in libreria merita un romanzo. Gli episodi sono la proiezione di chi fa libreria: allegra, triste, accogliente, noiosa, attiva. La libreria è la proiezione dell’anima del libraio e dal momento che siamo esseri umani, esiste alternanza di momenti e di sentimenti. La mission è cercare di sbagliare meno possibile. Non ci sono formule magiche. La vita è tutto.

S&S: Qual è la tua esperienza a riguardo di presentazioni, reading, firmacopie in libreria, quale tra questa o altre modalità che hai sperimentato ha, secondo te, più successo?
D. B.: Sono specializzata in grandi progetti outside. Gli incontri con i ragazzi vengono progettati con modalità concordate, lettura e acquisto dei libri affrontata con mesi di anticipo rispetto all’incontro. Formula ottima, funziona bene. Negli anni viene imitata a tappeto dalla concorrenza nel mio territorio oltre che nel resto d’Italia. Mi piace organizzare eventi con formule miste cercando di coniugare food e libri o altre formule alternative alla routine. Mi piace ricercare pubblico di altro comparto da dirottare sui libri. Il firmacopie funziona quando il personaggio e di chiara fama. I format creativi possono utilizzare vari linguaggi, il reading è uno di questi.

S&S: Cosa pensi dell’attuale mercato e della sua produzione editoriale?
D. B.: Del mercato penso che è sempre più di nicchia, intendo dire sempre meno lettori, sempre meno nuovi lettori, molta concorrenza sleale, fatturato polverizzato (in alcuni settori del tutto) dovuto a fattori vari. Faccio un esempio su tutto. Un ingegnere che si aggiornava con mille euro di libri professionali in un anno non passa più neanche dalla libreria. La vecchia generazione va in pensione, i giovani studiano all’università sui PDF e non sanno neanche come sono fatti i libri. Porto l’esempio di una fetta di mercato che è del tutto scomparsa. La produzione è pluralista ma non ho mai pensato che questo sia un deterrente del mercato. Se ci sono libri che il libraio considera brutti, inadatti, non li compra, stop. Questo chiaramente un libraio indipendente. Posso inoltre decidere di comprare libri che a me non piacciano se mi garantiscono con il ricavo di pagare il fitto. Sono scelte di strategia e ognuno ha la sua.

S&S: Cosa ne pensi del meccanismo distributivo italiano?
D. B.: Penso che per le isole, io vivo in Sicilia,  ha ancora tempi molto lunghi che penalizzano molto che desidera fare servizi e competere con la rete. Quattro giorni per avere i libri in Sicilia sono davvero tanti. La mia azienda ha sempre investito molto in tecnologia in gestione. Sono dotata di un software di alta qualità che comunica con la distribuzione a 360 gradi.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno o conosci la nostra realtà)?
D. B.: Non conosco la vostra realtà.

S&S: Se potessi fare un appello a lettori, editori, scrittori, sarebbe?
D. B.: Appello per gli editori dei grandi gruppi: scommettete sui librai indipendenti che in questi anni sono andati avanti. Non comprate gli avviamenti delle librerie che resistono per sfinimento. Concedete il conto deposito ai librai che sono attivi nei loro territori, guardate come sono andati dal punto di vista finanziario e premiate gli imprenditori seri. Non siamo numeri, siamo presone.
Appello ai lettori e agli scrittori: Premiate la vostra libreria di fiducia che arricchisce l’offerta culturale della vostra città. Date valore agli incontri con gli autori, ai progetti nelle scuole, e pensate che a fronte di una piccola percentuale di sconto il vostro libraio propone incontri reali combattendo contro lo strapotere della virtualità. Scrittori per vendere i vostri libri, organizzatevi.

S&S: Bene, ringraziamo Daniela per il tempo che ci ha dedicato. E speriamo di reinvistarla presto!

La libreria Bonanzinga è a Messina in via dei Mille, 110
Il loro sito web è libreriabonanzinga.it mentre qui potrete sequirli su Facebook


Entriamo nella Libreria Fogola di Pisa, dove ci accoglie  Monica Bellomini Genovesi

S&S: Ciao Monica e grazie per averci ospitato nella tua libreria. Allora, dicci un po’: che tipo di libraia sei?
M.B.G.: Credo di essere una libraia che cerca di far amare la lettura e i bei libri.

S&S: Una libraia riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
M.B.G.:Una libraia, essenzialmente, riesce a trovare il tempo per leggere anche se non le basta mai… riesce a leggere di media 2 o 3 libri a settimana. Io amo i romanzi e i thriller.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libreria indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
M.B.G.:Le difficoltà che la libreria indipendente trova quotidianamente sono molte…fondamentalmente, in primis, lo stato non aiuta perché siamo considerati come tutti gli altri settori commerciali e non è così; poi la rete che si può permettere di vendere i libri con scontistiche che noi ci sogniamo e infine sismo in un paese dove non si fa assolutamente niente per incentivare alla lettura cartacea…

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
M.B.G.: No, direi di no…non è per quello che in Italia si legge poco, manca proprio la cultura alla lettura.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
M.B.G.: Tanti e, tra l’altro, dei più strani…quello che però amo ricordare, e non è proprio curioso ma gratificante, è quando viene un cliente o meglio una cliente, le donne , si sa, sono grandi lettrici, che ti dice che non riesce più a leggere perché gli ultimi libri letti, recensiti da grandi giornali o in televisione, erano veramente brutti e allora, tu piccola libraia indipendente, le consigli alcuni libri con la promessa di voler sapere se gli/le sono piaciuti e, quando poi torna, ti dice “Grazie i libri che mi avete consigliato erano meravigliosi, mi avete riconciliato con la lettura!”.

S&S: Qual è la tua esperienza a riguardo di presentazioni, reading, firmacopie in libreria, quale tra questa o altre modalità che hai sperimentato ha, secondo voi, più successo?
M.B.G.: Noi siamo una piccola libreria di 39 mq. E non abbiamo molto spazio per questi eventi ma, ogni tanto ne organizziamo e, devo dire che non è sempre uguale… Secondo me dipende, in caso di presentazioni o firmacopie, dallo scrittore… è fondamentale!

S&S: Cosa pensi dell’attuale mercato e della sua produzione editoriale?
M.B.G.: Troppi titoli e, purtroppo, non molta qualità.

S&S: Cosa ne pensi del meccanismo distributivo italiano?
M.B.G.:Noi ci troviamo abbastanza bene. Non sono tutti uguali, c’è chi funziona bene chi meno ma, tutto sommato può andare….

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno o conosci la nostra realtà)?
M.B.G.: In generale i gialli di Francesca Battistella

S&S: Se potessi fare un appello a lettori, editori, scrittori, sarebbe?
M.B.G.: Ai lettori dico: quando comprate un libro pensate dove lo comprate… ci sono tante libraie e librai indipendenti che vivono per e di questo lavoro mettendoci ogni giorno amore e passione…
Agli editori dico: scegliete bene i libri che stampate perché se un libro è un bel libro, prima o poi verrà fuori dalla massa dei libri pubblicati….
E, infine, agli scrittori, dico: fate i narratori di storie, emozionatevi, raccontateci, fateci sognare perché è questo che vogliono i lettori…

S&S: Bene, ringraziamo Monica per il tempo che ci ha dedicato. È sempre un piacere chiacchierare coi librai

La libreria Fogola è a Pisa in corso Italia, 82
La pagina Facebook dove potete seguirla è Liberia Fogola


Entriamo nell Libreria Indipendente (Sorrento – NA) e facciamo quattro chiacchiere con Mimmo Bencivenga

S&S: Ciao, Mimmo,  e grazie per la tua disponibilità. Raccontaci un po’ della tua Libreria Indipendente e del tuo modo di fare il libraio
M.B.: La mia è una libreria indipendente, la prima in penisola e, non so quante altre ce ne sono in Campania. La mia scelta è trattare case editrici considerate minori, cioè quelle che nelle librerie egemoni, se ci sono, sono relegate negli ultimi scaffali, quelli alti, dove nessuno riesce ad arrivare. Tra le pubblicazioni dei piccoli editori non trovi il titolo che passa in televisione, e nemmeno il libro d Bruno Vespa presentato da Berlusconi, ma ottimi romanzi, racconti, biografie. Ho avuto e ho ancora delle bellissime raccolte di poesie, curatissime ed elegantissime nelle scelte lessicali e nelle immagini che propongono, saggi, manuali. Naturalmente non mancano i giochi (didattici e intuitivi e solo in legno e materiali naturali, per far avvicinare i bambini alle materie della natura, attraverso il tatto, e tenerli lontani dalla plastica già da piccolini). Abbiamo una raccolta di dischi in vinile provenienti da collezionisti; tutti originali nelle date di incisione, e in ottimo stato. E tanto spazio è stato lasciato ai nostri artigiani.

S&S: La caratteristica che più ami della tua libreria?
M.B.: Non sta a me dirlo. Mi piace giocare con le luci e ho creato due tipi di atmosfere; quella scintillante e chiara delle vetrine e delle vendite quotidiane e una molto morbida e calda per le nostre serate. Alcune sere accendiamo anche le candele ma non sempre. Deve essere una piacevole sorpresa. Se diventa un’abitudine non se ne accorgono più. Mi piace esporre i quadri degli amici pittori impressionisti.

S&S: Riesci a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
M.B.: Io leggo per lavoro. Facciamo un evento alla settimana. I libri che presentiamo li leggo tutti; mi serve per realizzare le slide, cioè le letture durante gli incontri. I libri che presentiamo (quando presentiamo libri) sono scelti da me, quindi mi piacciono tutti e ne leggo almeno quattro al mese.

S&S: Se potessi cambiare qualcosa nel mondo dei libri cosa cambieresti?
M.B.: Forse aggiungerei un angolo dedicato alla letteratura egemone. Per ragioni di cassetta … O di cassa …

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libraio indipendente?
M.B.: Quella di non avere titoli egemoni. Il che unito alla posizione, non centralissima anche se lungo il corso principale, fa trascorrere parecchie ore senza l’entrata di un visitatore. E’ una scelta. Io i titoli li scelgo uno per uno. Forse dovrei aggiungere libri di grande presa popolare. Non so ancora se ne vale la pena ma è una riflessione che sto facendo. Per quanto riguarda la posizione; questo mi consentiva il mio budget. Quindi l’alternativa era: apro così oppure non inizio proprio. Ho scelto di provare.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
M.B.: I libri che vendo io, così come tutti gli altri oggetti (foto, giocattoli, dischi, oggetti artigianali) varia tra i 12 . 25 euro. Ma per i libri difficilmente superiamo i quindici euro. No, non mi sembra un prezzo molto alto per una buona lettura. Ma ne deve valere la pena. A dieci. Quindici euro per volume non è il prezzo la discriminante ma la qualità della lettura. Su questo bisogna essere moto attenti. Fino ad ora, ho avuto dei bei riscontri. Persone che ritornano e mi raccontano il libro che hanno letto e che mi incontrano e mi dicono che il regalino è piaciuto molto.
Non credo che abbassando il prezzo di uno de o tre euro possa cambiare qualcosa. Compra il libro chi ha deciso di leggerlo. Altrimenti lo puoi mettere anche al 50% – non se lo prendono.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
M.B.: Succede ogni giorno qualcosa. La cosa che non mi aspettavo che qui da me i tempi medi per l’acquisto di un libro sono di parecchi minuti. Le persone entrano, ci sediamo sulle poltrone e parliamo; cioè loro mi parlano delle loro cose, io faccio domande. Mi sono accorto che c’è un grande bisogno di parlare. Poco di ascoltare. Infatti, all’inizio cercavo di raccontare anche io qualcosa, poi mi sono accorto che la loro esigenza è parlare e trovare qualcuno che sappia e voglia ascoltare. Io faccio il libraio perchè mi piacciono le storie …è perfetto!
Loro mi parlano delle loro vicende e io individuo il libro che potrebbe fare per loro o la musica che potrebbe accompagnare quella storia. Alla fine ritornano soddisfatti e anche un po’ sorpresi . “Come ha fatto a sapere che quello era proprio ciò che cercavo?” Me lo hai detto tu.
E, alla fine, in un piccolo centro, la libreria diventa come un bar, un po’ diverso forse, un punto d’ incontro tra persone che sono capitate qui sovrapponendosi e quindi hanno iniziato a parlarsi e quando si rivedono continuano il dialogo interrotto a metà la volta scorsa. Molto spesso io vado in ufficio e li lascio a parlare tra di loro.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno)?
M.B.: Abbiamo avuto nostri ospiti Domenico Infante e Francesca Battistella. Ma tutti i vostri libri sono interessanti. Io li ho scelti uno per uno

S&S: Cosa potrebbe fare un libraio per cercare di conquistare lettori?
M.B.: EVENTI!!! EVENTI!!! EVENTI!!! I volantini, i cartelloni, le pubblicità sui giornali non servono a molto. La pubbilcità te la deve fare la gente. Deve diventare, non dico una moda, ma indicativo di un certo tipo di atteggiamento, entrare in una libreria. Questo, è ovvio, se la libreria è realmente indipendente. Altrimenti stiamo parlando di un altro tipo di negozio.

S&S: Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nell’organizzare un evento in libreria?
M.B.: Ad oggi nessuna. Ho degli ottimi amici che mi aiutano e in cambio tra foto e filmati si creano le basi per dei buoni curriculum.

S&S: Come si rapporta un libraio col fenomeno e-book?
M.B.: Non mi interessa. Chi viene da me vuole sentire l’odore della carta stampata.

S&S: I frequentatori della vostra libreria sono propensi ad ascoltare i consigli di un libraio?
M.B.: Certo. Vedi sopra…

S&S: Un aspetto bello e uno brutto del lavoro di un libraio indipendente.
M.B.: Quello bello è che crei delle relazioni tra libraio e persone e tra persone e persone. Diventi un luogo dove si viene anche se non hai niente da prendere. Quello meno bello è che non sei un negozio di acquisto corrente, quindi ne soffre un po’ la cassa.

S&S: Ringraziamo Mimmo Bencivenga per la chiacchierata e per il tempo dedicatoci.
M.B.: Alla prossima coi vostri simpatici Autori

La libreria Indipendente è in corso Italia, 258/c (Sorrento)
Se volete, potete seguirla anche sulla loro Pagina Facebook

Quattro chiacchiere con Carlo Picca della Libreria Odusia (Rutigliano – BA)

S&S: Ciao, Carlo,  e grazie grazie per la tua disponibilità. Raccontaci un po’ della libreria Odusia e del tuo modo di fare il libraio
C.P.: Odusia è una Libreria che nasce nel 2011 a seguito di esperienze editoriali e letterarie che ho avuto dopo la laurea in lettere moderne conseguita nel 2002. Fondatrice con me Dominga, che con la sua laurea in lettere classiche e la specializzazione in Archeologia ha voluto mettere assieme a me questa impresa per la passione che ci accomuna per il mondo dei libri. Nella nostra Libreria abbiamo anche uno spazio per gli adulti ma siamo specializzati in laboratori ed eventi per bimbi. Viviamo l’essere librai come una sfida, ogni giorno siamo nel nostro presidio a combattere senza mai perdere la voglia di sorridere nonostante le difficoltà che inequivocabilmente si presentano.

S&S: La caratteristica che più ami della tua libreria?
C. P.: È il nostro spazio vitale, il luogo dove esprimiamo attitudini e situazioni a noi consone e che hanno a che fare con la creatività e con l’impegno, con la lettura e i libri, e così vogliamo che sia per i fruitori, che ognuno possa trovarsi a suo agio ed esprimersi oltre che arricchirsi!

S&S: Riesci a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
C.P.: Quando non ci sono clienti faccio due cose prevalentemente leggo o strimpello la chitarra, i libri da leggere sono immancabili! Dominga invece legge o studia…Tutte le letture, siamo onnivori!

S&S: Se poteste cambiare qualcosa nel mondo dei libri cosa cambiereste?
C.P.: La Legge Levi, porterei lo sconto massimo al 5% come in Francia perche la vendita on line o quella delle catene, senza regole certe, sta mettendo in difficoltà i librai indipendenti che non riescono a fronteggiare scontistiche alte di mercato.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libraio indipendente?
C.P.: La difficoltà maggiore che incontriamo è avvicinare i clienti al mondo della lettura facendogli capire che può essere un’attività molto stimolante e che il libro non deve essere necessariamente scontato per essere acquistato. La Puglia è al secondo posto negativo per non lettori, circa il 70% della popolazione dai sei anni in su non legge, quindi capite la sfida… Scegliamo editori che abbiano passione, che siano originali e che curino in ogni aspetto ciò che riguarda il ciclo del libro, insomma che abbiamo qualcosa da comunicare..

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
C.P.: Fondamentalmente no, si spendono tanti soldi per sciocchezze, tutto sui libri e la cultura è il problema? 🙂 Credo francamente di no!.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
C.P.: Una cliente che aveva ricevuto un sms da una catena libraia che le garantiva 5 euro di sconto e che era venuta da noi pretendendo che glielo facessimo sulla base del sms ricevuto J Abbiamo impiegato un sacco di tempo a spiegarle che non era da noi che doveva andare e ad oggi sapete, non so se lo abbia capito… J

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno)?
C.P.: Sono diversi e preferisco diplomaticamente non fare nomi. J

S&S: Cosa potrebbe fare un libraio per cercare di conquistare lettori?
C.P.: Inventarsi ogni giorno, ogni volta un evento diverso, particolare per solleticare la curiosità del non lettore… abbinare un buon libro alle diverse attività e hobby che ciascuno può avere, farlo rientrare in tutti i settori della vita significa non ghettizzare il libro, non rinchiuderlo su di uno scaffale, ma farlo diventare appunto un compagno di strada.

S&S: Come si rapporta un libraio col fenomeno e-book?
C. P.: Al momento non mi rapporto, ho una sorta di antipatia, sono un fan del cartaceo, trovo altamente diseducativo il device per tutti i riferimenti iperletterari che può avere e le distrazioni che ne possono conseguire, sono un classicista della lettura, libro e the sono un must! J

S&S: I frequentatori della vostra libreria sono propensi ad ascoltare i consigli di un libraio?
C. P.: Si e devo dire che sono belle soddisfazioni davvero!

S&S: Un aspetto bello e uno brutto del lavoro di un libraio indipendente.
C.P.: Un aspetto brutto è quello di star a spiegare ad alcuni clienti perche non possiamo fare la scontistica che trovano nelle catene e nell’on line e devo dire che c’è molta disinformazione circa il dumping fiscale, uno molto bello è avvicinare un bimbo che non aveva piacere dei libri ad un romanzo e vederlo ritornare felice che ne vuole un altro!

S&S: Ringraziamo Carlo Picca per la chiacchierata.
C.P.: Grazie a voi, è stato un piacere!

La libreria Odusia è in Via Turi, 5 Rutigliano (Bari)
https://www.facebook.com/LibreriaOdusiaRutigliano


Entriamo nella libreria Tra le righe dove troviamo ad accoglierci Barbara Cavanna e Marina Piombo

 

S&S: Ciao  e grazie grazie dell’accoglienza. Raccontateci un po’ della libreria Tra le righe e del vostro modo di fare le libraie
Barbara: La nostra libreria è nata dal desiderio di continuare a fare ciò che ci piaceva e ci dava soddisfazione. Certo, nel momento in cui viviamo, c’è voluto coraggio, ma credo che a volte nella vita bisogna credere in qualcosa e buttarsi. Alla fine ne vale sempre la pena!
Per quanto riguarda il mio modo di fare la libraria … sto imparando ogni giorno grazie a Marina e ai clienti stessi!
Marina: “Tra le Righe” è sorta dalle ceneri di una libreria di catena che, in apparente controtendenza, ha chiuso. E’ nata il 25 aprile 2015, dall’intenzione mia e di Barbara di provare a soddisfare e realizzare un futuro professionale che ci sta molto a cuore, per passione. Una libreria di provincia, a Varazze,sul lungomare… dove il mare d’inverno, si sa, è come un film in bianco e nero. Assortimento di varia, con una certa attenzione rivolta all’editoria per l’infanzia ed uno spazio dedicato ai libri remainder.
Faccio ancora fatica a definirmi libraia, perché lo considero un mestiere che si impara con il tempo.
Quindi diciamo del mio modo di fare… libreria: cercando di tenermi sempre informata sulle novità e notizie dal mondo dei libri, (teniamo in proposito un quaderno ad anelli che contiene ritagli di articoli al riguardo che anche i clienti possono sfogliare, intitolato proprio così: notizie dal mondo dei libri). Leggendo, comunicando e ascoltando i clienti da cui c’è sempre da imparare per arricchire le nostre conoscenze. Pulendo o meglio spolverando si fa anche libreria, l’oggetto libro va toccato, ripreso in mano, sfogliato, riscoperto. Così facendo capita di stupirsi pensando: “ma dai anche questo ho scelto insieme alle altre centinaia di libri”?! Me ne ero scordata.

S&S: La caratteristica che più amate della vostra libreria?
Barbara: La cosa che mi piace di più della mia libreria è che dà la sensazione di entrare nel salotto di una persona amica, con la possibilità di parlare dei libri che più sono piaciuti. E’ la sensazione che prima di avere questa libreria cercavo in tutte quelle che frequentavo, ma che raramente ho trovato. Sono contenta che siamo riuscite a ricrearla qui e che le persone che la frequentano ci confermino questa sensazione.
Marina: L’ambiente. Un luogo che ricorda uno spazio domestico, accogliente con luci che non abbagliano, legno e acciaio contrapposti, un’evocazione delle librerie di una volta con le scaffalature in legno. Il pezzo forte un vecchio pianoforte a muro ancora ben accordato, a disposizione di chi sa suonarlo.

S&S: Riuscite a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E voi quali letture preferisci?
Barbara:sì per fortuna, anche se non con la stessa frequenza di prima. Adesso quando mi capita di incontrare un libro che mi interessa penso subito se potrei tenerlo in libreria e consigliarlo. Diciamo che ora mi ritrovo a unire l’utile al dilettevole.
Per quanto riguarda i miei gusti, sono abbastanza eclettica direi, forse con una spiccata predilezione per il fantasy e i thriller.
Marina: Ultimamente un po’ meno, diciamo che leggo di più per lavoro oltre che per piacere. Di solito due libri in contemporanea, uno a casa o in giro e l’altro in negozio. Letture varie, non ho preferenze di lettura, più di autori.

S&S: Se poteste cambiare qualcosa nel mondo dei libri cosa cambiereste?
Barbara: sicuramente questa “guerra” agli sconti! Credo che alla fine non giovi né all’autore né al lettore e nemmeno al libro stesso. Li vedo, come dire, svalutati. Allo stesso tempo penserei alla possibilità di rivedere un po’ i prezzi e rendere la lettura accessibile a tutti.
Marina: Le regole sugli sconti, fuori controllo, pare che il prodotto libro non si possa vendere se non        scontato; svilendolo, a mio parere, come un sottoprodotto da banco da proporre spesso ribassato.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libraio indipendente?
Barbara: come dicevo poco fa, la guerra agli sconti che c’è tra librerie indipendenti e di catena. Purtroppo la realtà di questi due tipi di libreria è poco conosciuta dal cliente e inevitabilmente, a volte, ci si ritrova a dover spiegare perché le condizioni di vendita sono diverse. Non tutti capiscono e non a tutti interessa purtroppo, ma noi continuiamo a fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile, cercando di dare al cliente quella sensazione di comfort e famigliarità che noi stesse ci aspetteremmo dalla libreria sotto casa.
Marina: Avendo iniziato l’attività da meno di un anno trovare la quadra nei conti. Capire quando è il momento di spendere o quando di rendere per bilanciare gli affari ma non a scapito dell’assortimento. Poi scegliere l’assortimento; in una libreria indipendente è il “libraio” che sceglie dal primo al cinquemillesimo libro che mette sugli scaffali.
Come libreria di provincia, in una cittadina turistica, la diffilcoltà è sopperire ai mesi invernali con meno afflusso di gente.

S&S: Secondo voi il prezzo medio del libro è troppo alto?
Barbara: purtroppo, come dicevo prima, sì il prezzo della maggior parte dei libri è troppo alto. È un cane che si morde la coda. Il prezzo è troppo alto, il cliente vorrebbe comprarlo, ma vede che non c’è sconto e necessariamente va alla libreria di catena perché sicuro di poterlo trovare a meno. Oppure si ritrova a dover aspettare che i mesi passino e che finalmente il libro esca in edizione economica e il prezzo sia minore. È un peccato non poter gioire di una cosa che piace nel momento in cui la si trova solo perché ha un prezzo troppo alto.
Marina: Soprattutto sulle novità cartonate in uscita. Secondo me bisognerebbe rivedere i prezzi di copertina ribassandoli per permettere, di pari passo, di limitare se non annullare del tutto le onnipresenti campagne sconti.

S&S: Raccontateci un episodio curioso capitato nella vostra libreria
Barbara: è un episodio che è capitato quando ancora la libreria non era nostra. Era la prima estate che lavoravo con Marina, la mia prima esperienza da commessa, e una sera, durante il mio turno, è arrivata una famiglia chiedendo un libro sugli agnelli. Io, convinta si riferissero all’animale, ho risposto sicura: “A livello di cucina o di allevamento?”. Le loro facce sono diventate sempre più rosse, finché la moglie non ha cominciato a ridere seguita poi da marito e figlio e tra le risate mi ha detto: “Io intendevo la famiglia Agnelli!” . Sono rimasta a bocca aperta per qualche secondo, finché, abbastanza imbarazzata, non mi sono unita alle loro risate. È una sera che ricordo ancora adesso con il sorriso.
Marina: Purtroppo capita che nei cartoni dei libri, stipati nei magazzini di stoccaggio, trovino casa dei piccoli animaletti, le blatte, ed è capitato di ritrovarmene una a spasso per il negozio! E’ partito un inseguimento stile Tom & Jerry con tanto di scopa e quando finalmente pensavo di essermene liberata sento un bambino dire: “Nonna guarda! Ha le antenne lunghe!”. Nonna: “Tesoro ma i libri con le antenne non esistono, vero signora?” Ed io: “Eh già! I libri no di certo, che fantasia il piccolo!”

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno)?
Barbara: sono rimasta piacevolmente colpita dal libro di Adriana Assini “Le rose di Cordova” che abbiamo presentato l’estate scorsa.
Marina: “Il mercante di zucchero” di Adriana Assini

S&S: Cosa potrebbe fare un libraio per cercare di conquistare lettori?
Barbara: non smettere mai di reinventarsi e seguire i consigli che possono arrivare dai clienti stessi.
Marina: Riuscire a risvegliare la curiosità nel cliente. Anche valorizzare l’oggetto libro con una collocazione adeguata che sia in vetrina o sul banco o in un’ambientazione a tema. Gentilezza e cordialità ripagano sempre.

S&S: Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate nell’organizzare un evento in libreria?
Barbara: potrà sembrare strano, ma è il raccogliere pubblico la cosa più difficoltosa. Mi sono resa conto che le persone a volte sembrano quasi intimidite e schive durante un evento. Un peccato perché la promozione di un libro da parte di un autore la trovo la cosa più importante per lui, per la sua opera e per le librerie stesse che ospitano l’evento.
Marina: Non tanto l’organizzazione ma la comunicazione dell’evento. Dovremmo saper gestire meglio le potenzialità dei social,e forse aumentare il volantinaggio. Difficoltà ad attrarre gente, soprattutto del posto.

S&S: Come si rapporta un libraio col fenomeno e-book?
Barbara: sorprendentemente bene direi, almeno per quanto ci riguarda. A dire il vero era la cosa che più mi “spaventava” a pensarci, il fatto che il libro di carta non andasse più ormai. Invece per fortuna non è così! Le persone che entrano in libreria lo fanno, appunto, per cercare un libro “vecchio stile” perché, come spesso mi sento ripetere, “vuoi mettere l’odore e la sensazione di un libro vero tra le mani?”. Quindi sono due realtà che possono convivere tranquillamente a mio parere e si possono sfruttare a seconda delle necessità.
Marina: Il fenomeno non va sottovalutato ma magari approcciato. Valutando la convivenza con questi supporti e magari decidere di proporli in vendita nella propria libreria. Un passo che abbiamo, per ora, preso vagamente in considerazione. Altra cosa più immediata curare meglio altri settori, tipo infanzia, che su e-book trovano meno spazio.

S&S: I frequentatori della vostra libreria sono propensi ad ascoltare i consigli di un libraio?
Barbara: Sì! Sono i primi a chiedere consiglio quando entrano e non sanno cosa leggere. Si fidano del nostro parere ed è questo il tesoro delle piccole librerie indipendenti, il contatto diretto con il cliente, il consiglio, la chiacchierata, lo scambio di opinioni.
Marina: La maggior parte dei clienti chiede consigli e tra lettori si ha voglia di parlare dei libri letti e scambiare conoscenze. Talvolta si ribaltano i ruoli, sono certi lettori forti che consigliano a noi cosa leggere! In questo lavoro noto quante siano le persone che hanno bisogno di essere ascoltate.

S&S: Un aspetto bello e uno brutto del lavoro di un libraio indipendente.
Barbara: l’aspetto bello è quello che la tua libreria ti somiglia, la crei tu, è un po’ come una seconda casa. L’aspetto meno bello non riguarda la libreria in sé, ma il mondo delle imposte che le gira intorno…
Marina: sottoscrivo quanto detto da Barbara.

Ringraziamo Barbara e Marina, felici di aver chiacchierato con lei e aver conosciuto, così, un’altra libreria.

La libreria Tra le righe è in Corso Colombo, 11 Varazze (Savona)
https://www.facebook.com/LibreriaTralerighe


Vi presentiamo la Libreria del Sole dove ci ha ospitate Francesca di Nardo

 

S&S: Ciao Francesca e grazie grazie dell’accoglienza. Raccontaci un po’ della Libreria del Sole e del tuo modo di fare la libraia
F.di N.: La mia è una piccola libreria di quartiere, ho aperto nel 2009 e dal primo anno di vita abbiamo iniziato ad organizzare incontri, presentazioni e letture per bambini. Con il tempo abbiamo fidelizzato i nostri clienti e molte persone vengono a trovarci anche dai quartieri vicini. Collaboriamo con le scuole e con alcuni professori che, più di una volta, hanno portato i loro alunni per incontrare gli autori di alcuni libri che avevano letto durante l’anno scolastico.

S&S: Qual è la caratteristica che più ami della tua libreria
F.di N.: Ho sempre ritenuto che le librerie debbano essere un luogo di aggregazione, dove si può entrare anche solo per fare due chiacchiere e, perchè no, per bere un tè caldo. Qui, molte volte, accade proprio questo, le persone entrano per comprare un libro o una penna e alla fine ci si ritrova a parlare un po’ di tutto.
Ho conosciuto molte belle persone da quando ho aperto, è questo quello che amo di più del mio lavoro.

S&S: Un libraio riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
F.di N.: Il tempo per leggere non è tantissimo, ma mi ritaglio sempre un po’ di spazio per farlo, dipende molto dal periodo e dalla mole di lavoro, per esempio a Settembre con l’apertura delle scuole non si ha neanche il tempo di mangiare, quindi leggere è quasi impossibile. Porto sempre un libro nella borsa ed appena posso lo tiro fuori, al bar di domenica mentre faccio colazione, la sera quando vado a dormire o meglio ancora quando prendo la metropolitana.
Amo la letteratura giapponese, ma leggo un po’ di tutto.

S&S: Se potessi cambiare qualcosa nel mondo dei libri cosa cambieresti?
F.di N.: Le condizioni favorevoli e i privilegi rivolti solo alla grande distribuzione

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libraio indipendente come te?
F.di N.: Gli ostacoli burocratici e la poca importanza che si da alla cultura e alle librerie di quartiere. Ad esempio, molte maestre delle scuole elementari, vendono i libri parascolastici all’interno della scuola stessa, ignorando il fatto che oltre ad essere illegale rischiano di rompere la catena che si dovrebbe creare tra scuola, famiglia e libreria di quartiere.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
F.di N.: In alcuni casi credo di sì.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
F.di N.: Ce ne sono tantissimi, il bello di stare a contatto con il pubblico è anche questo….per esempio l’altro giorno una signora mi ha chiesto un libro su “Martin L’Utero”, spesso condivido questi aneddoti sul gruppo fb della libreria, e puntualmente qualcuno mi dice che dovrei scriverci un libro.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno)?
F.di N.: La Riva Verde di Adriana Assini, scrittrice che ho avuto anche il piacere di conoscere ed ospitare in libreria.

S&S: Cosa pensi possa fare un libraio, se possibile, per cercare di conquistare lettori?
F.di N.: Consigliargli il libro giusto.

S&S: Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nell’organizzare un evento in libreria?
F. di N.: 
Per ora mi è andata sempre bene, magari sono stata fortunata, ma non ho incontrato difficoltà insormontabili.

S&S: Come si rapporta un libraio col fenomeno e-book?
F.di N.: Credo che il lettore abituato ad andare nelle librerie indipendenti non compri e-book o tantomeno acquisti su “amazon”. Credo, invece, che i frequentatori dei “supermercati” del libro siano più predisposti a questi cambiamento di rotta.

S&S: I frequentatori della tua libreria sono propensi ad ascoltare i consigli di un libraio?
F. di N.: Certo, molti vengono e chiedo consigli, altri hanno già le idee chiare, ma, anche in quel caso c’è sempre uno scambio di opinioni.

S&S: Raccontaci un aspetto bello e uno brutto del lavoro di un libraio indipendente
F. di N.: Chi apre una libreria indipendente sicuramente lo fa per passione e credo non ci sia cosa più bella che amare il proprio lavoro, ma allo stesso tempo è un lavoro faticoso e sicuramente poco redditizio. Ma sentirsi dire da un cliente “Il libro che mi ha consigliato mi è piaciuto tantissimo, me ne può consigliare un’altro?” è uno dei piaceri più grandi che io possa provare.

S&S: Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, prenditi pure tutto lo spazio che vuoi.
F.di N.: “COMPRATE LIBRI E COMPRATELI NELLE LIBRERIE INDIPENDENTI”

Ringraziamo Francesca, felici di aver chiacchierato con lei e aver conosciuto, così, un’altra libreria.

La Libreria del Sole è in Viale Caduti della Liberazione, 470 (zona Spinaceto) a Roma
https://www.facebook.com/LibreriadelSole


 

Quattro chiacchiere con Luana Miani della Libreria Canova

S&S: Ciao Luana e grazie grazie dell’accoglienza. Raccontaci un po’ della Libreria Canova e del tuo modo di fare la libraia.
L.M.: La nostra è una libreria indipendente situata nel centro storico di Treviso dal 1853. Da sempre il nostro punto di forza è il rapporto diretto con i clienti basato sulla cortesia, sul dialogo, sul consiglio. Non abbiamo vincoli o costrizioni relativi a quali libri tenere esposti, alla loro disposizione sui tavoli o in vetrina.
Siamo in sei in libreria: ognuno di noi sa fare un po’ di tutto, dalla gestione del magazzino al pacchetto regalo…poi ciascuno cura un settore in particolare, seguendo i propri interessi.

S&S: Qual è la peculiarità della vostra libreria.
L. M.: Cerchiamo di dare spazio agli autori e agli editori locali e di promuovere i “piccoli editori”. Da sempre ci occupiamo di testi scolastici, proponiamo presentazioni con gli autori ogni settimana e creiamo piccoli eventi per bambini. Cerchiamo quindi di essere un punto di riferimento culturale per la città, un luogo anche di ritrovo nel quale poter scambiare opinioni e qualche chiacchiera. Mi piace pensare che quando qualcuno entra in libreria si senta un po’ a casa di amici. Cerchiamo in linea di massima di soddisfare qualunque richiesta apparentemente impossibile superando le contingenti difficoltà della distribuzione.

S&S: Un libraio riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
L. M.: Ho sempre letto molto, anche prima di essere una libraia, quindi nonostante il tempo passato in libreria copra gran parte della giornata, riesco a leggere al mattino, in pausa pranzo, alla sera, quando tutto tace. Quantifichiamo? Dipende ovviamente dal genere e dalla corposità del volume, comunque almeno 6 o 7 libri al mese li leggo. In questo periodo prediligo gli autori italiani, e in genere le opere prime o le pubblicazioni di piccoli editori. Non c’è maggior soddisfazione per un libraio che “scoprire” un nuovo autore/titolo, consigliarlo, e veder tornare il cliente soddisfatto. Per interesse personale leggo qualche saggio breve di filosofia o scienza. Sono un po’ meno attratta dall’attualità.

S&S: Se potessi cambiare qualcosa nel mondo dei libri cosa cambieresti?
L. M.: Credo che la letteratura andrebbe presa un po’ più sul serio: certe pubblicazioni, anche e soprattutto di grossi editori, suscitano imbarazzo sia per la qualità del prodotto che per il prezzo di vendita. Per converso a volta rimaniamo colpiti da piccole pubblicazioni nelle quali c’è la cura del dettaglio: la scelta della copertina, la qualità della carta, il formato… il libro sembra allora avere un’anima! Tralasciando questa mia visione romantica, concretamente vorremmo maggior tutela per le librerie indipendenti che non possono competere con le realtà dei siti online o della grande distribuzione (i tempi di consegna e/o sconti termini di pagamento).

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libraio indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
L. M.: Ci troviamo a competere con librerie di catena o con la grande distribuzione, che spesso propongono sconti sulle novità che noi non riusciamo a garantire. A volte non riusciamo a mantenere tempi brevi di consegna per i libri ordinati dal cliente, tra l’altro spesso ci troviamo in mancanza di risposte certe (perché il libro non è arrivato? Quando arriverà?) L’editore “serio” dovrebbe selezionare i propri autori non solo in base a meri criteri commerciali ma privilegiando la qualità… essere tra l’altro ben riconoscibile e individuabile anche dal punto di vista grafico (la qualità si riconosce anche da questo). Per questioni tecniche inoltre è bene che si appoggi ad un buon distributore. Mi piace inoltre che ci sia, quando possibile, un rapporto diretto tra editore e libraio per la segnalazione di titoli particolarmente importanti per ciascuna libreria, vuoi per l’autore, vuoi per l’argomento.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
L. M.: Sì, decisamente.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
L.M.: Direi che in libreria non ci si annoia mai, richieste impossibili, “gaffes letterarie” da parte di clienti e di librai, amici che lavorano all’estero e appena scesi dall’aereo vengono a trovarci, prima ancora di passare per casa. Quindi più che episodi curiosi direi che abbiamo creato un modo piuttosto “curioso” di lavorare, basato sulla complicità… un po’ come essere in famiglia!

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno)?
L.M.: Sono particolarmente affezionata al libro di Massimo RossiLa luce nera della paura. Forse proprio grazie alla conoscenza di questo autore, nata su Facebook, ho individuato il libro nel copertinario dell’agente che passa regolarmente per presentare le novità, l’ho letto, promosso e consigliato. Ora consulto regolarmente il vostro sito, anche su segnalazione di un altro amico scrittore… Un tipico esempio di come sia bello collaborare tra libraio-editore-scrittore-distributore!

S&S: C’è una domanda che vorresti ti venisse fatta, ma che nessuno finora ti ha fatto ? Se sì quale?
L.M.: Mah, forse quale libro mi ha fatto innamorare della lettura, una domanda banale ma i ricordi di bambina mi emozionano sempre… oppure, ugualmente interessante, come sono cambiate le mie letture da quando sono libraia e non solo lettrice.

S&S: Come si rapporta un libraio col fenomeno e-book?
L.M.: Sono sinceramente molto pigra nell’approccio personale con la tecnologia. Scrivo ancora i miei appunti con il lapis a margine dei libri… ciononostante ci siamo adeguati ai tempi che cambiano acquistando e proponendo il tolino, l’eBook dei librai indipendenti.

S&S: Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, prenditi pure tutto lo spazio che vuoi.
L.M.: Ecco il mio mondo di lettrice, non solo di libraia…
Per passione, per lavoro, per scelta, per piacere, perché da quando ho imparato a leggere non ho più smesso.
Nei ritagli di tempo, al bar, mentre faccio colazione. A voce alta, al mio bambino, di notte in assoluto silenzio. Per pochi minuti, più a lungo quando possibile. Alcuni libri scelti per errore, finiti per dovere, altri abbandonati e poi ripresi. Alcuni lasciati per sempre. La maggior parte dimenticati: personaggi, luoghi, dialoghi… Alcuni li porto con me, anche dopo la fine, non riesco a separarmene subito. I migliori rimangono nel limbo: un luogo reale e nel contempo immaginario che carta, parole, personaggi , ormai usciti dall’anonimato, non vogliono lasciare.
Frasi sottolineate, crocette e considerazioni a margine. Biglietti del treno, carte di cioccolatini, salviette di locali come segnalibro. Data di inizio e luogo di lettura sempre presenti. Tanti quesiti sollevati, domande più o meno serie, dubbi esistenziali. Pochi tentativi di risposta, l’unica certezza è che leggere mi arricchisce e mi rende migliore. Libro dopo libro.

Ringraziamo Luana, felici di aver chiacchierato con lei e aver conosciuto, così, un’altra libreria. 

La Libreria Canova è in Via Giacomelli, 16 a Treviso
https://www.facebook.com/LibreriaTrevisook/
www.canovaedizioni.eu


Entriamo nella libreria Parole di carta di Maria Parafati

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S&S: Ciao Maria e grazie per averci ospitato nella tua libreria per quattro chiacchiere. Raccontaci un po’ della tua libreria e del tuo modo di fare la libraia.
M.P.: Grazie a voi per lo spazio dedicatomi.
Parole di carta è un punto di incontro felice per chi ha voglia di chiacchierare, ascoltare storie, incontrare autori. Ho voluto fortemente che la libreria fosse un po’ la casa di tutti e in questa atmosfera condivisa imparo a fare la libraia tutti i giorni.

S&S: Qual è la caratteristica che più ami della tua libreria.
M.P.: La familiarità con cui entrano i clienti.

S&S: Un libraio riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri? E tu quali letture preferisci?
M.P.: Per fortuna (ma anche purtroppo) ho molto tempo per leggere. In media leggo 15 libri al mese.
Amo la storiografia medievale. Se leggo un romanzo voglio calarmi in sfondi di vissuto quotidiano, mi piacciono le storie reali e semplici.

S&S: Se potessi cambiare qualcosa nel mondo dei libri cosa cambieresti?
M.P.: Cambierei la distribuzione, e ci stiamo già impegnando con satellite libri.

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libraio indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
M.P.: La difficoltà più grossa è riuscire a fare entrare clienti nuovi in libreria senza l’arma dello sconto e grande pubblicità. Altra difficoltà è mantenere un assortimento ampio in paesi come il mio in cui si vende solo a dicembre.
Mi piacciono gli editori innovativi, quelli che rischiano e mi fanno rischiare. Mi piacciono gli editori che non tengono il numero delle pubblicazioni ma guardano sempre alla qualità e diventano così punto di riferimento sicuro anche per noi librai.

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
M.P.: Non credo sia alto vista la quantità di lavoro che c’è dietro la nascita di un libro. Non è sicuramente per il prezzo che non si comprano libri, semplicemente sono passati in quarantesimo piano rispetto ai bisogni primari della maggior parte delle persone.

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
M.P.: In Calabria la gente cerca principalmente cibo. Ho fatto fare un murales di 7 metri sul muro della libreria ma ancora entrano chiedendomi cartoni per pizze, stampe di libri su ostie per torte e ricotte. All’inizio pensavo che il mio sforzo pubblicitario fosse pessimo, ora so che libri da friggere ne venderei a chili.

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno)?
M.P.: Le rose di Cordova di Adriana Assini

S&S: Hai una libreria in una regione dove, purtroppo, statisticamente si legge poco. Cosa pensi possa fare un libraio, se possibile, per cercare di conquistare lettori?
M.P.: Non so cosa bisognerebbe fare, io faccio quello che ritengo necessario e che mi piace. Così principalmente porto a spasso le storie per far innamorare i bambini. Leggo nelle scuole, al parco, mentre faccio la fila alla posta. Organizzo laboratori di lettura per i piccoli in libreria e inseguo i professori di tutte le scuole del circondario per proporre, ascoltare, collaborare.
L’idea e la speranza è di formare i lettori di domani.

S&S: Come si rapporta un libraio col fenomeno e-book?
M.P.: Non credo sia quello il problema delle librerie come non lo è stato l’invenzione della lavatrice per il sapone di Marsiglia.

S&S: Grazie, Maria, per il tempo dedicato. Ci ha fatto piacere chiacchierare con te.
M.P.: Vi ringrazio tantissimo

La Libreria Parole di carta è in Via Scesa Foresta a Chiaravalle Centrale (CZ)
https://www.facebook.com/Parole-di-carta


Entriamo nella libreria La Bottega delle parole di Miryam Gison

S&S: Ciao Miryam e grazie per averci ospitato nella tua libreria per quattro chiacchiere. Raccontaci un po’ della tua libreria e del tuo modo di fare la libraia.
M.G.: La mia libreria è nata per una scommessa. In un comune di oltre 50 mila abitanti era per me incomprensibile che mancasse un luogo di cultura, in una città in cui il tessuto culturale è abbastanza positivo, tra l’altro. E allora ecco che La Bottega delle parole il 13 dicembre scorso ha inaugurato una nuova “era”. Però non è affatto semplice se non ci si dedica con estrema passione , mettendo un impegno costante e cercando continuamente nuove attività collaterali quali laboratori eventi e presentazioni.

S&S: Qual è la peculiarità della tua libreria, se ne hai una.
M.G.: La caratteristica della mia libreria è innanzitutto il suo aspetto, una piccola realtà con poltrone in pallet tavolino gioco per bimbi e tavolino per adulti. Penso che sia importante creare un luogo accogliente in cui il lettore possa sentirsi a casa. Forte importanza poi è affidata al rapporto personale che ho impostato con i miei clienti ai quali cerco di garantire sempre 4 chiacchiere e tanta competenza senza fingere ciò che non so

S&S: Un libraio riesce a trovare il tempo di leggere, se sì in un mese quanti libri?
M.G.: Paradossalmente di meno. Per i primi 6 mesi (caos dell’organizzazione iniziale) addirittura non ho letto neppure un libro e mi faceva male quasi come stare a dieta in un negozio di dolciumi. Adesso però cerco di leggere sempre un libro a settimana almeno

S&S: Se potessi cambiare qualcosa nel mondo dei libri cosa cambieresti?
M.G.: Nel mondo del libro poco e nulla. Nel sistema editoriale quasi tutto

S&S: Quali difficoltà incontra quotidianamente un libraio indipendente come te? E che caratteristiche deve avere un editore per essere scelto e consigliato da te?
M.G.: Dicevo che cambierei tutto proprio per le difficoltà che noi piccoli librai incontriamo con la grande distribuzione. È difficile vendere un libro senza poter dare margini di sconto al cliente e vedere che lo stesso libro è venduto a prezzo stracciato altrove. Ovviamente si perde mercato e credibilità. Io ovviamente consiglio il libro ma ci sono editori come voi che al di là del catalogo mi sento di consigliare perché attenti al prodotto, alla qualità e con una buona selezione iniziale. Ecco questi sono gli editori che io cerco di promuovere

S&S: Secondo te il prezzo medio del libro è troppo alto?
M. G. In alcuni casi sì. Mi spiego: un libro di 150 pagine, copertina semplice, a 16 euro… Non credo sia il caso…

S&S: Raccontaci un episodio curioso capitato nella tua libreria
M.G.: Io ho aperto la libreria grazie ad un prestito di mio padre. Ovviamente la cifra non bastava per riempire gli scaffali e allora all’inizio c’erano più soprammobili che libri. Inoltre nella mia libreria gli scaffali sono fatti con le cassette della frutta, comunque un giorno entra una signora e mi dice: “scusate ma che fate qua dentro, vendete qualcosa?”

S&S: Qual è il libro di Scrittura & Scritture che ti ha più entusiasmato (se ce n’è uno)?
M.G.: Decisamente i racconti di Giuseppe Pompeo e poi Il messaggero dell’alba. E ora attendo con ansia Nero Dostoevskij

S&S: Come si rapporta un libraio col fenomeno e-book?
M.G.: Da tempo vorrei vendere gli e-reader ma ancora non sono riuscita ad entrare nel meccanismo. In qualsiasi caso gli ebook non sono un mercato positivo anche perché la maggior parte delle persone li scarica illegalmente o li acquista cartacei

S&S: Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, prenditi pure tutto lo spazio che vuoi.
M.G.: Il vero problema delle librerie ma ugualmente degli editori è che vengono considerate attività commerciali a tutti gli effetti. Contributi tasse fitto altissimo (considerando che la libreria ha bisogno anche di ampi spazi) più spese che entrate. Quello che però non si capisce è che una libreria è anzitutto un presidio di cultura, un luogo di aggregazione. Ha un valore talmente sociale che bisogna sopportare anziché debellare. Quanti laboratori vorrei organizzare in maniera del tutto gratuita e non posso permettermi questo lusso quante iniziative potrebbero essere al servizio dei cittadini ma sì infrangono contro le difficoltà burocratiche. Ma fortunatamente ci sono i clienti a cui va tutto il mio ringraziamento che ci supportano e hanno permesso di arrivare quasi a un anno di attività.

S&S: Grazie, Miryam, per il tempo dedicato. Ci ha fatto piacere chiacchierare con te.
M.G.: Grazie a voi. E buon lavoro

La Libreria La Bottega delle parole è in Corso Roma, 38 a San Giorgio a Cremano (NA)
www.librerialabottegadelleparole.it

3 thoughts on “Entriamo nella libreria di…”

  1. Francesca Battistella scrive:

    Bella intervista e desidero ringraziare Miryam per aver citato il mio libro fra quelli di Scrittura&Scritture che le sono piaciuti. Coraggio Miryam! Mille auguri di successo lungo un percorso accidentato, ma pieno di bellezza! Francesca

  2. Chiara scrive:

    Sono stata in stage alla Libreria Canova per un’estate, e porto con me un ricordo bellissimo, fondamentale del mio percorso. Non sono mai stata trattata come una stagista, ma come una collega a tutti gli effetti. E devo a Luana e a Franco gran parte della mia formazione.
    Se vi trovate a Treviso fate un giro alla Canova! Lasciatevi consigliare, partecipate alle loro attività, vivete questa grande famiglia di librai.

    1. Andrea lazzari scrive:

      Complimenti a Luana e a tutti gli amici della libreria Canova! Fateci un salto e troverete persone sorprendenti e libri fantastici di cui non sapevate nemmeno l’esistenza. Andrea

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